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Inutili condanne

Non sono un sostenitore di Berlusconi. Ne tantomeno sono una persona incline al “pensiero di destra“. D’altra parte, quando ieri sera ho visto esultare, felici e contenti, dei “ragazzini” dai “pensieri di sinistra“, ho capito una cocente verità della vita, che mi si ripresenta costantemente (ma io ho la testa dura e me ne dimentico): le persone (anzi, la massa) non capiscono un beneamato cazzo. E vi spiego subito il perché.

Sia ben chiaro, anche io sono contento del fatto che Berlusconi sia stato condannato. Finalmente. Il problema è che si tratta di una condanna formale, e, sopratutto, di una condanna banalissima. Quella parte della sinistra Italiana che, ahimè, ha campato tanti anni solo con slogan anti-berlusconiani, tralasciando tutto il resto, è stata super soddisfatta della sentenza. Ed ora, sembra che tutto sia andato a tarallucci e vino, e si siano dimenticati torti, ingiustizie, furti legalizzati, leggi ad personam ecc. Ma non confondiamo le carte. Questo è stato un processo che riguardava solo ed esclusivamente l’evasione fiscale del gruppo Mediaset.

Ma dov’è finito il resto? Bhé, la maggior parte dei processi a carico di Silvio Berlusconi sono caduti in prescrizione nel corso di questi anni, pertanto l’imputato non potrà più essere accusato di cose come riciclaggio di denaro, compravendita di avvocati, tangenti, amicizie con “la mafia”, concussione, e tanti altri abusi vari. Senza contare altri “reati” a livello politico, come una serie di leggi personali fatte su misura (molte delle quali ancora oggi valide ed attive, anche se hanno subito piccole modifiche nel corso del tempo). Tuttavia, dopo il processo Mediaset, toccherà al processo Ruby, e tutta quella parte di finti buonpensanti non aspetterà che un’altra misera condannina per un vizio che purtroppo è vecchio quanto il mondo.

L’Italiano si contenta delle briciole. Poco importa il danno complessivo, se poi c’è una condanna per qualcosa. Pace è fatta! Tralasciando volutamente il discorso dei tempi della condanna, e dei suoi costi.

Indubbiamente, Berlusconi è un leader. Non ideologico, ma economico. La sua schiera di seguaci sarà guidata da lui fino al suo ultimo giorno di vita, indipendentemente dal carcere, dai domiciliari, dai servizi sociali, dalle multe ecc. Non lo farà personalmente, ma lo farà tramite qualcuno. Poco, ma sicuro.

Il succo del discorso è questo: come si fa ad essere contenti di una condanna di così bassa entità, quando stiamo parlando di un elemento che ha commesso ben altri reati più gravi? Semplicemente, non si può. Dovrebbe essere un chiaro esempio, lampante, di come esiste ancora oggi una differenza di classi, dove i privilegiati se la cavano con poco.

Ci sono troppi interessi in ballo per fare giustizia.

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