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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

“This is for immigrants”

Francesco Placco

Quante manovre per metterlo li …

Da una settimana a questa parte, tutta la zona di Kennington si sta riempiendo di container. Prevalentemente verdi, ma anche blu, vengono posizionati notte notte in varie zone del quartiere, apparentemente senza motivo. Anche perché, a guardali, poggiati nelle aiuole e nei parchi, oltre che nei pressi di strade senza cantieri, non si riesce proprio a capire a che servano.

La soluzione ce l’ha suggerita un anziano vicino di casa. Stava guardando il container della foto, quando, vedendoci arrivare, ci dice: “This is for immigrants“. Quattro battute (del tipo: “per quanti siete, ne serviranno a centinaia di questi“), col sorriso, e poi via, ognuno per la propria strada.

La fobia degli immigrati è molto forte, specialmente tra gli Inglesi, che sono in netta minoranza qui a Londra. Lo stesso uomo, tempo prima, vedendomi andare a casa mi fermò per chiedermi se sapevo di quache inglese che abitasse nelle vicinanze. A rimarcare il concetto che, se ci sono, sono in pochi.

Tuttavia, è stato felice di sapere che siamo Italiani. Ha concluso dicendo di preferirci in ogni caso ai Francesi.

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Categorie:

Diario

Etichette:

Discorsi

Pubblicato il:

20 Luglio 2015

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2 risposte a ““This is for immigrants””

  1. Un tipo come me (almeno un po')
    Agosto 13, 2020 at 6:31 pm

    […] Ormai, andando verso la fermata del bus che mi porta a lavoro, riconosco le persone che lavorano nella zona. Che sia il tipo dell’off license, la signora della panetteria, il gommista, il meccanico, quello che aggiusta le bici… sembra un piccolo quadretto paesano vero? Eppure sono solo 300 metri di strada in quel di Londra. Anzi, tutte le attività si concentrano negli ultimi 100 metri.. il resto è zona residenziale. Blocchi di case, dei quali conosco un solo vicino (quel vecchietto Inglese, un po’ razzista, di cui vi ho già parlato). […]

    Rispondi
  2. Unioni spiacevoli – Briganteggiando
    Settembre 15, 2025 at 5:02 pm

    […] noi, e per tutti i migranti in generale, per riportarci a casa. Li per lì la prendemmo a ridere, e ne scrissi anche in un post del 2015. Erano i miei ultimi mesi in città, ed avevo assistito a numerosi episodi di razzismo non sempre […]

    Rispondi

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