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L’altro amianto

Qualche giorno fa, il gruppo Consenso ha pubblicato un comunicato per chiedere la rimozione di numerose lastre di amianto abbandonate in località San Giorgio. Hanno chiesto “interventi immediati al fine di tutelare la salute dei cittadini“, lanciando la palla alla contestatissima commissaria.

Ora, la discarica di amianto non è arrivata li ieri, ma è li da almeno una decina d’anni. Lo stesso Enrico Pedace, che ha firmato l’ultima lettera con il gruppo Consenso, aveva già fatto la stessa identica dichiarazione nel 2018 con firma però dei Demokratici. Vedendo i due articoli, si possono facilmente confrontare le foto e vedere che si tratta della stessa identica discarica di amianto.

Evidentemente, quando gli ex consiglieri risiedevano in Piazza della Resistenza avevano di meglio a che pensare. Ma a parte il discorso di opportunità e strategia politica (se così si può chiamare), c’è da registrare l’effettivo disinteresse verso un problema che si trascina nel tempo, e che è stato – com’è evidente – rimbalzato di volta in volta.

L’amianto è un problema grave, serio, del quale però ci si interessa per opportunismo. Se l’esempio della discarica in località San Giorgio non fosse abbastanza, possiamo tirare in ballo delle “discariche” sparse in tutta la contrada nord di Crotone da più di 50 anni: le “canaline” per l’acqua, realizzate in cemento e amianto.

Utilizzate per portare l’acqua corrente alle case coloniche, oggi la maggior parte dell’impianto è divelto, rotto, danneggiato, e di fatto inutilizzabile. Alcuni tratti sono ancora utilizzati in agricoltura (compresi i pozzetti e le cebbie), ma si tratta di metraggi minimi rispetto a quelli non funzionanti.

Si tratta di oggetti logori, danneggiati e spesso rotti e “spezzati”, abbandonati in bella vista anche lungo la SS106. Eppure, nessuno ha mai sentito il bisogno di chiederne la rimozione. Alcuni residenti hanno addirittura sottratto dei pezzi per farne delle fioriere o degli abbeveratoi per animali.

L’amianto non è solo quello che viene tolto dai tetti. Non sono solo le caratteristiche lastre ondulate che siamo abituati a vedere ovunque, finanche sulla spiaggia. È ancora presente nel nostro territorio in molteplici forme, specialmente nel settore idrico. E le varie organizzazioni regionali e comunali susseguitesi nel tempo sembrano non essersi mai interessate ad azioni risolutive ed a lungo termine.

Un altro punto da aggiungere sulla lista del prossimo candidato a sindaco.

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