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“Quello li è il quarto piano”

Scritto da:

Francesco Placco

Qualche giorno fa ci si è indignati molto per un video leggero girato poco dopo la morte di un uomo sul lungomare cittadino. Tutti gli indici sono stati puntati contro quei giovanotti che se la ridevano al bar, parlando di mancanza di tatto e sentimento, dando per scontato che fosse solo una prerogativa giovanile.

Eppure, questa sera mi è capitato di temporeggiare in giro con il cane, e di arrivare fino al luogo dell’incidente. Tutto è come sempre. Il palazzo è pieno di manifesti funebri, ma come già evidenziato precedentemente: la vita va avanti. Senza troppi drammi.

Una cosa mi ha però colpito. Nell’attesa che il cane espletasse i suoi bisogni (che penso trattenga un po’ appositamente per fare giretti un po’ più lunghi) chiunque passasse da li si metteva a fissare il palazzo, per individuare il piano da dove quel disgraziato è caduto.

Non ragazzi, non adolescenti, ma adulti. Gente della mia età, ma anche più grande. Ogni discorso veniva interrotto per individuare qual’era il piano, con tanto di conteggio ad alta voce per non confondersi. Nessun video però ha ripreso questi comportamenti, e magari così facendo ci si indigna un po’ meno.

Come si suol dire, occhio non vede e cuore non duole. Un vecchio adagio che ben rappresenta il livello sociale, dove drammi del genere sono per lo più curiosità su cui informarsi.

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