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Le pale eoliche ci piacciono a terra

Scritto da:

Francesco Placco

Nel senso: siamo una delle provincie italiane con il più alto numero di impianti sulla terra ferma, ed ora che si presenta la possibilità di un impianto in mare… si scatena il finimondo.

Questa sera sono già molto stanco, tra mille dubbi esistenziali sul rimare qui a Crotone o cercare fortuna altrove. Ci mancava solo questo ennesimo, inutile e volgare accanimento contro la notizia di un possibile, probabile, ipotetico impianto eolico off-shore in mare.

Sono stanco, e non mi va neanche di mettermi a cercare le notizie per linkarle come faccio di solito. Ma già alla sola notizia qualche mese fa si scatenò un putiferio: interrogazioni parlamentari, consiglieri regionali che dal loro smartphone digitavano freneticamente qualche comunicato, e poi sindaci, balneari, associazioni, tutti contrari a suon di comunicati ed ordinanze (del tutto inutili).

Anche Legambiente in questi casi mi ricorda perché non ci voglio avere più nulla a che fare, con loro: anche loro sono contrari ad un impianto eolico in mare. Il tutto mentre a “pochi” chilometri si potrebbe prendere ad esempio quanto accade a Civitavecchia, dove un fronte comune sta riuscendo a tener testa ad Eni proprio con la proposta di un impianto eolico marino.

Ecco, io in certi casi non riesco più a capirci niente. Non vedo più alcuna differenze tra tutti gli attori in gioco, ma solo una massa informe che cerca di ostacolare (e spesso ci riesce) ogni forma di progresso, ogni forma di modernità. Le stesse persone che hanno condotto battaglie contro le antenne telefoniche “che ti friggono” oggi ci vengono a dire che le pale eoliche in mare sono dannose “come quelle a terra”.

Quale sia questo danno, io, non lo so. Si può discutere dell’impatto ambientale. Dell’impatto economico. Dell’indotto. Di qualcosa di concreto. Ecco, si può discutere di qualcosa di concreto? No. Evidentemente no. Perché le pale eoliche in mare “allontanano i turisti”, secondo Assobalneari. Deturpano l’ambiente, secondo i sindaci (che non hanno competenze in merito in quanto off-shore).

Il tutto mentre abbiamo lasciato piantare oltre 500 pale eoliche nella sola parte meridionale della provincia di Crotone. Sono quasi un migliaio le turbine che ospitiamo in provincia, e figurarsi se per quelle qualcuno ha mai aperto bocca, se non i soliti scalmanati da social.

Si preannuncia quindi battaglia contro un progetto di energia sostenibile e rinnovabile. Alla faccia del green deal e delle risorse per l’elettricità sostenibile.

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