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Sfruttamento legalizzato (e pubblicizzato)

Ogni tanto l’app Io manda qualche segnale di vita. Oggi una notifica mi ha informato del caricamento di nuove offerte nella Carta Giovani Nazionale, che è l’ennesimo tentativo di creare una sorta di card da propinare ai giovani (tutto è iniziato probabilmente con la tessera Io Studio, ve la ricordate?). All’interno ci sono scontistiche minime da applicare una tantum, ma anche offerte per corsi e master, sconti per servizi online e così via.

Tra le nuove offerte caricate, però, ce n’è una davvero singolare. È un’offerta di “lavoro e/o stage“, formula di per se già aberrante, che diventa ancor più grave andando a vedere il contenuto dell’inserzione. L’offerta di lavoro, di fatto, non esiste: viene rimandata ad un non meglio definito “fabbisogno”. Lo stage curriculare viene proposto addirittura come non retribuito, mentre per l’extra-curriculare si prospettano 800 euro lordi per i giovani del posto e 1060 euro lordi per i residenti fuori provincia.

In questi giorni si sta parlando molto dello sfruttamento lavorativo, ma di una cosa si parla meno: del calo salariale. 800 euro lordi (parliamo dunque di poco meno di 600 euro netti) sono esattamente quanto si guadagna oggi giorno anche con un contratto regolare, ed al Sud le cifre scendono ancora di più. Il continuo ricorso a questi strumenti non ha fatto altro che contribuire ad abbassare gli stipendi: altro che generazione mille euro.

Mentre lo Stato si scervella per dare soldi ai pensionati e bonus a chi ha Isee redditi già alti, noi campiamo così. Ed anzi, è fortunato chi può anche solo avvicinarsi a queste retribuzioni. Cifre che sono sempre meno vicine alle esigenze di mercato, e che non sono sufficienti per coprire le spese quotidiane.

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