Questa sera ho terminato la correzione della seconda bozza del mio nuovo libro, che sarà stampato a breve e vedrà la luce entro l’estate. Una bella soddisfazione, che mi ha permesso di entrare in contatto con una delle realtà editoriali più importanti della nostra regione. Una pubblicazione che credo – e spero – saprà attirare l’attenzione dei lettori.

Del nuovo libro ve ne parlerò nei prossimi giorni. Nel mentre, riflettevo su tutti gli sforzi profusi per scrivere un libro in questo preciso momento storico. Cioè, il mondo và come và: una guerra dopo una pandemia, i rincari e le possibili carenze alimentari, ma anche i probabili disordini sociali e sopratutto la mancanza di lavoro, che continua ad attanagliare anche me.

In questo contesto, ed in questa vita così precaria ed imprevedibile, ho pensato di scrivere un libro. A vederla col senno di poi, a cose fatte, non posso far altro che definire il tutto come una frivolezza, un vezzo, anzi addirittura un lusso. Perché ho avuto il tempo di dedicarmi alla ricerca, al controllo, alla verifica di testi, alla scrittura ed alla correzione di un volumetto di storia locale.

In questa situazione globale incerta e difficile, tale condizione non può che inquadrarsi in una grande, grandissima fortuna. O alienazione, come direbbe qualcuno. Se ci ripenso quasi mi sento in colpa, ma si sà, la quotidianità è il nostro metro di giudizio, e la vita va avanti.

Una replica a “Frivolezze”

  1. […] dell’autopubblicazione (che non ho abbandonato, anzi: ho altro in cantiere). Resta però quel senso straniante di aver badato ad un vezzo nel bel mezzo di un momento così […]

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