Ci sono piccole fortune, nella vita, che è bene appezzare. Bisogna dar loro il giusto peso, le giuste attenzioni, perché si tratta di cose comuni ma straordinarie. Che non sono possibili a chiunque, pur nella loro naturalezza.

Non so in quanti di voi abbiano mai sognato di svegliarsi al mattino, quando ancora non fa troppo caldo, e far colazione prendendo un frutto maturo direttamente dall’albero. Per me si tratta di un traguardo enorme, pur nella sua essenzialità.

E non lo dico per una questione di challenge, o economica. C’è chi pone questi discorsi solo sul fattore del risparmio, seguendo l’illusione dell’autarchia alimentare. Ne si tratta di un seguire le mode, quel greenwashing che oggi piace tanto.

Quello che vedete in foto è un traguardo apicale: un albero da frutto nel pieno della vita, e che dona vita a noi ed a tutta la biodiversità. Un traguardo che si raggiunge non senza far niente, ma con continue cure e apprensioni che spesso sembrano anche esagerate.

Il valore effimero, di tutto questo, è la colazione (e tanti spuntini) offerti dalla pianta. Una possibilità inaccessibile a molti, soprattutto se si vive in città, un vero chilometro zero, anzi, zerissimo.

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