In questi giorni di convulsa campagna elettorale, aldilà della prevedibile rottura tra Azione e Partito Democratico, c’è una cosa che non ho potuto fare a meno di notare: le promesse di Berlusconi. Perché sostanzialmente sono le stesse cose che va ripetendo da quando ho memoria, e che continuo a sentire anno dopo anno.

Ad inizio campagna elettorale silviuzzo è stato subito ridimensionato, dato che ha iniziato a promettere pensioni da mille euro alle casalinghe e aumenti delle pensioni. Oggi ha parlato anche di mille euro ai giovani per i tirocini. Beato chi gli crede ancora, perché non possiamo parlare di altro se non di beata ignoranza.

Comunque, ripensando a quanto affermato in questi giorni, mi sono ricordato di avere un mazzo di carte da poker di Silvio Berlusconi. Eggià. Ricordo della campagna elettorale del 2006, anni belli in cui lo slogan era: “La sinistra dice che tutto va male, lasciamola perdere“. Anche in questo caso, sappiamo tutti com’è andata a finire.

Il bello di queste carte è che molte cose sono rimaste sostanzialmente inviariate, altre invece si sono avverate. Anche se forse non nel senso propagandistico inteso dal premier. Per questo motivo, riporto una trascrizione di tutto il mazzo: così, per avere uno spunto per qualche bell’articolo da campagna elettorale.

Cuori. Slogan: “… e andiamo avanti!
A: “Ha lavorato sodo per mantenere gli impegni con gli italiani”;
2: “Mai così tanti italiani al lavoro”;
3: “Pensioni: abbiamo mantenuto quello che avevamo promesso”;
4: “Poliziotti e carabinieri di quartiere sono ormai in ogni città”;
5: “L’Italia oggi: forte in Europa, rispettata nel mondo”;
6: “Inglese e internet: la nuova scuola è diventata realtà”;
7: “Tasse: noi le abbiamo abbassate davvero”;
8: “Grandi opere: i cantieri sono al lavoro, l’Italia è ripartita”;
9: “Riforma delle pensioni: diritti garantiti per oggi e per domani”;
10: “Stiamo mantenendo tutti gli impegni!”;
J: “Voto Berlusconi perché finora nessuno aveva abbassato le tasse”;
Q: “Voto Berlusconi perché credo nella famiglia”;
K: “Votiamo Berlusconi perché non dobbiamo più fare il militare”;

Quadri. Slogan: “Noi lo abbiamo fatto, la sinistra no
A: “La sinistra dice che va tutto male: lasciamola perdere”;
2: “Avviate 33 grandi riforme”;
3: “Abolizione della leva militare”;
4: “Medicine: prezzi bloccati fino al 2007”;
5: “Meno soldi ai parlamentari”;
6: “Patente a punti”;
7: “Legge antifumo”;
8: “Regolarizzati 635.000 lavoratori immigrati”;
9: “Più incentivi per il part-time”;
10: “Bonus per i figli”;
J: “Voto Berlusconi perché non voglio l’Italia in mano a D’alema e Bertinotti”;
Q: “Voto Berlusconi perché non voglio tornare disoccupata”;
K: “Voto Berlusconi per il futuro di mia figlia”;

Fiori. Slogan: “No, grazie
A: “Tornare alle tasse di Prodi?”;
2: “Più tasse sui tuoi risparmi?”;
3: “Fermiamo le grandi opere?”;
4: “Più tasse sulla tua casa?”;
5: “Immigrati clandestini a volontà?”;
6: “Assunzioni più difficili?”;
7: “Penalizzare la famiglia?”;
8: “Usare la scuola per indottrinare?”;
9: “I no global al governo?”;
10: “Parlar male dell’Italia?”;
J: “Voto Berlusconi perché ha difeso bene l’Italia in questi anni difficili”;
Q: “Voto Berlusconi perché tiene fede ai patti”;
K: “Voto Berlusconi perché anche mio nipote avrà la pensione”;

Picche. Slogan: “Andiamo avanti!
A: “Andiamo avanti!”;
2: “Oggi niente tassa di successione, domani una successione di tasse”;
3: “Oggi autonomi con la devolution, domani gli autonomi e la revolution”;
4: “Oggi più lavoro, domani meno”;
5: “Oggi occupazione, domani okkupazioni”;
6: “Oggi quattro partiti, domani quarantaquattro”;
7: “Oggi la nuova Italia, domani povera Italia”;
8: “Oggi governi stabili, domani precari”;
9: “Oggi devolution, domani centralismo democratico”;
10: “Oggi in difesa del tuo patrimonio, domani indifesi dalla patrimoniale”;
J: “Voto Berlusconi perché ha tenuto duro nonostante tutto quello che è successo”;
Q: “Voto Berlusconi perché amo la libertà”;
K: “Votiamo Berlusconi perché ha saputo creare nuovi posti di lavoro”;

Aldilà dell’aspetto propagandistico di questo gadget (il cui committente resposanbile fù Rocco Crimi), alcuni punti sono avverati: sopratutto alcuni slogan riportati sulle picche. Altri invece non si sono mai avverati, e sono oggi un refrain da campagna elettorale che si ripresenta, puntuale, ogni tot anni.

Ha senso credere a quello che dice Berlusconi? È possibile credergli dopo l’atteggiamento sconsiderato pre-crisi? È anche solo possibile immaginare che si possano spendere tutti ‘sti soldi in un paese dove lo stipendio medio continua a scendere?

L’ho detto e lo ripeto: beato chi ci crede. Noi rimarremo dei poveri comunisti, loro dei poveri fessi.

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