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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

Quale memoria?

Francesco Placco

Domani ricorrerà una Giornata della Memoria decisamente sottotono. Lo capiamo dal fatto che fino ad oggi se n’è parlato poco (pochissimo), a differenza di altri anni in cui la ricorrenza veniva ricordata già a metà mese. Lo capiamo dal fatto che i telegiornali se ne stanno occupando solo oggi, e con toni ben diversi dal passato, più incentrati sulla sicurezza delle sinagoghe che non sul ricordo della Shoah.

Non potrebbe essere diversamente, dato che gli orrori della Shoah sono sotto i nostri occhi, nuovamente, a distanza di ottant’anni dalla fine di quella seconda guerra mondiale al termine della quale si era unanimamente d’accorso con due semplici paroline: mai più. Ricordare la storia per non dimenticare, e fare in modo che gli sbagli del passato non si ripresentino in futuro.

Ebbene, qualcosa è andato innegabilmente storto. L’uomo è ancora in guerra, e lo è sempre stato, in questi ultimi 80 anni. Solo che, semplicemente, ci siamo girati dall’altra parte. Sempre. I conflitti nell’America Latina, in Africa, in Asia… ce n’è fregato poco e niente. E poco e niente ci è interessato della guerra fratricida nei balcani, del genocidio di Sberenica, della pulizia etnica operata da Turchi (che ancora oggi la negano) o dagli stessi europei, tanto in Africa quanto nelle altre colonie.

A conti fatti, non abbiamo mai fatto i conti con la nostra memoria. Con la nostra storia. Ed oggi siamo evidentemente stanchi di ripetere quel “mai più” che ha contraddistinto tanti temi scolastici, tante campagne pubblicitarie, di marketing e così via. Ma quale mai più? Ma più un cazzo.

Oggi l’esempio lampante ce lo offre Israele, che, impunito, persegue una vera e propria pulizia etnica motivata dal fatto di voler “distruggere” Hamas. L’avrò già scritto, ma è un po’ come se lo Stato decidesse di decimare i calabresi per sconfiggere la ‘ndrangheta. Qualcuno potrà anche pensare che sia una soluzione logica, comprensibile, dolorosa ma “giusta”… ma la storia dovrebbe insegnarci che non risolverà nulla.

È evidente che la storia, la memoria, non serve. Sia perchè non vogliamo ricordarle, sia perchè non le diamo alcun peso nelle decisioni che prendiamo. Pur avendo un bagaglio storico e culturale millenario a cui attingere (quello di cui ci vantiamo in continuazione, i “valori” europei, le radici comuni) lo ignoriamo per mero interesse.

Non siamo poi così diversi dai nostri antenati. E come loro, iniziamo beatamente ad ignorare quella memoria che dovrebbe essere alla base dei valori che oggi difendiamo a spada tratta.

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Categorie:

Società

Etichette:

Considerazioni

Pubblicato il:

26 Gennaio 2025

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