Mentre ci si scervella tra mille cose, scopro che la fitta agenda del Ministro dell’Istruzione ha concluso due interessanti ed importanti battaglie: la prima è quella contro l’uso degli asterischi e delle schwa (definiti come “non italiani” e dunque vietati, qualsiasi cosa voglia dire); la seconda, ancora in fase di valutazione, sarebbe un “codice etico” per gli insegnati riguardo ai social network. Circostanza nata in seguito ad una curiosa polemica che mi era sfuggita, riguardante proprio una giovane insegnate – di religione – beccata su un sito di contenuti per adulti.
Il colmo dei colmi, potremmo dire. Al di là dei facili commenti, però, c’è da dire che la maestra c’ha messo la faccia, esponendosi pubblicamente e rilasciando comunque diverse interviste nelle quali ha spiegato che gli piace ciò che fà. Tanto basterebbe per spegnere ogni polemica sull’argomento, accesa anche dal fatto che la stessa ha detto di guadagnare lo stipendio di un mese in un solo giorno. Che sia vero o falso, non è un nostro problema.
L’accento della vicenda, come al solito, si pone su altro. Perchè è evidente che un sito di contenuti per adulti non è un social network, e quindi il codice etico pensato dal Ministro dovrebbe riguardare, più che altro, la presenza online dei docenti, in senso più generale. Argomento spinoso al limite della censura, sul quale probabilmente calerà un velo tra qualche giorno.
In secondo luogo, riprendendo le stesse parole della giovane maestra, appare chiaro che la sua attività si configuri come una forma di lavoro. E ad oggi esistono ancora regole piuttosto stringenti su un ipotetico secondo lavoro del corpo docenti, di fatto vietato nella stragrande maggioranza dei casi. Oltre alla temporaneità dell’impiego, già in queste regole si parla apertamente di “compatibilità con l’incarico”, e dunque, al più, potremmo discutere se sia consono, per una maestra di religione, ricevere denaro per delle foto intime.
Ma… una persona non è essenza del lavoro che svolge. Un dipendente pubblico rappresenta l’ente durante il suo impiego, non nel suo tempo libero. Una buona maestra è quella che lavora con passione ed attenzione, anche se poi nel tempo libero fa body building e vende la sua immagine a chi è disposta a comprarla (ci dimentichiamo sempre di ricordare chi sta dall’altra parte dello schermo).
Non sarebbe nè la prima nè l’ultima volta, che ciò accade. Quanti rappresentanti dello Stato abbiamo visto, accompagnati da allegre donnine o squallidi personaggi, nel corso degli anni? E lì, in quei casi, abbiamo sempre scoperto che la vita privata è privata…
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