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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

Se la giustizia non c’è

Francesco Placco

Se ieri commentavo il caso del giovane evaso dopo una seduta di laurea, oggi mi ha colpito – nel marasma di notizie nazionali ed internazionali – un altro piccolo trafiletto, una piccola e grave cronaca locale di un paese che non saprei neanche collocare su una mappa, dove sostanzialmente è successa una cosa che vediamo spesso nei film: un uomo ha aspettato l’assassino del figlio fuori dal carcere, e lo ha ucciso poco dopo il suo rilascio.

Ad uscire dal carcere era un pregiudicato 35enne, che avrebbe ucciso un coetaneo per un “debito” di appena 25 euro (sic!). L’episodio risale al 27 gennaio del 2020, quindi possiamo dire a cinque anni fa, ed era costata alla vittima una condanna a 10 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. Va da sè che i conti non tornano, ma evidentemente in paese le voci si erano sparse in fretta.

L’aggressore, un 65enne del posto, avrebbe seguito la vittima sparandogli diversi colpi di pistola. Questa avrebbe chiesto aiuto, senza successo: l’ultimo colpo sarebbe stato esploso nella piazza principale del paese. Un’esecuzione plateale, sotto gli occhi di tutti, al punto che l’aggressore si è subito fatto arrestare ed ha agito a volto scoperto. Si è vendicato della morte del figlio.

Ha fatto bene? La risposta breve è indubbiamente si. Inutile la retorica sulla giustizia privata, sull’esaltazione della violenza, sulla violenza animalesca: la legge del taglione è ben incisa nelle pagine dell’antico testamento, ed in fondo è espressione del nostro essere. Ed a questo punto vale la pena ricordare che questa antica legge (il famoso Codice di Hammurabi) venne concepita per “portare ordine e disciplina” in modo chiaro ed inequivocabile, al punto che al condannato veniva fatto leggere il suo reato e la punizione direttamente dalle apposite tavole.

Oggi questa condizione non esiste più. Il condannato sa che potrebbe finire in carcere per un reato, e sa bene che qualora ci finisse ha a disposizione innumerevoli escamotage per ridurre la sua condanna. Ed obiettivamente, già una condanna a 10 anni per omicidio – preteritenzionale, tra l’altro – è molto generosa, ma uscire dopo appena 5 anni dal fatto (e dopo appena 3 anni in carcere) per un omicidio… è davvero giusto?

Certo, questi fatti rappresentano un fallimento sociale, perchè dimostrano che non abbiamo fatto progressi dai tempi dei babilonesi. Ci vendichiamo l’un l’altro, ed il sangue si lava col sangue. Ma umanamente, com’è possibile biasimare questo padre?  Che dopo aver perso il figlio, si è visto girare liberamente in paese il suo assassino? È davvero giustizia, questa?

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Categorie:

Società

Etichette:

Considerazioni, Notizie

Pubblicato il:

8 Luglio 2025

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