Entro la fine dell’anno pare che si potrà viaggiare in aereo senza dover mostrare un documento d’identità all’imbarco. Il controllo viene sostanzialmente eliminato, equiparando il viaggio in aereo a quello in autobus o in treno, dove è sostanzialmente il biglietto (il titolo di viaggio) a fare da documento, in quanto sarà nominativo. Ciò vuol dire che gli eventuali controlli a campione mireranno a verificare se il nome riportato sul biglietto corrisponde al mio, ed in caso a sanzionare: una circostanza pressochè inesistente, ma tant’è.
La vicenda mi ha fatto ricordare che, qualche settimana fa, in aeroporto, ad una passeggera era stato negato l’imbarco in aereo poichè non aveva con se la carta d’identità. Cercava inutilmente di far valere la sua patente come documento, ma alla fine è rimasta a terra. Chissà come avrà preso la notizia.
Ad ogni modo, è una decisione chiaroscura: da una parte è positiva la semplificazione agli imbarchi (in fin dei conti fai un check-in inserendo i tuoi dati del documento, quindi deve corrispondere), dall’altro appiattirà le differenze con altri mezzi di trasporto. Sappiamo tutti – o dovremmo sapere tutti – che i voli costano poco poichè ampiamente sovvenzionati dai vari paesi, pur essendo molto più inquinanti ed impattanti.
Sfiderei chiunque ad affermare che preferisce farsi 10 ore di treno o bus rispetto ad 1 ora di aereo. Me compreso. Ma questo ennesimo “alleggerimento” spingerà sempre più gente al volo, e porterà ad avere sempre più aerei in cielo, mentre non facciamo altro che ripeterci di stare attenti alle emissioni e ci consigliamo mezzi meno inquinanti. I numeri avevano appena iniziato a migliorare, ma è chiaro se si punta a trasferire queste quote di viaggiatori su altri mezzi.
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