Skip to content

Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

Segreti per sempre

Francesco Placco

Ieri è esploso un piccolo caso su un tema oramai di nicchia: una lettera di Adriano Sofri, in cui chiedeva a Luciano Violante di rivelare quale fosse la “fonte non ostensibile” che portò alla sua condanna. La richiesta, al netto delle considerazioni umane (come quel “siccome si fa tardi“), è destinata però a rimanere lettera morta: lo stesso Violante ha ribadito che non rivelerà mai la fonte che lo convinse della colpevolezza di Sofri. Il quadro generale del discorso rientra in quegli anni di piombo che sfasciarono l’Italia, e, più nel dettaglio, nella vicenda dell’omicidio di Luigi Calabresi.

Non è questa la sede per riaprire il caso, avendoci provato – senza successo – tanti esperti e commentatori prima del sottoscritto. Ma è quantomeno degno di nota il ricorso alla segretezza a cui tanto ci si appella, quando si parla di questi casi. I cosiddetti “misteri italiani” sui cui tanto si è scritto e detto, e dei quali, in fin dei conti, si conosce ben poco. Le rinomate storture del processo che hanno portato all’arresto di Sofri, Pierostefani (in qualità di mandanti), Bompressi e Marino (in qualità di esecutori) sono oramai acclarate, basandosi solo una confessione (postuma) dello stesso Marino e senza prendere in considerazione le indagini svolte al tempo.

Sappiamo infatti che lo stesso Calabresi era al lavoro su degli eversori tedeschi implicati in traffico d’armi da fuoco (anche da guerra), e di fatti uno dei primi indagati fù un appartenente alle SAM: le Squadre d’Azione Mussolini che ancora esistevano in Italia. Anche in questo caso, è un copione già visto anche con altre stregi ed altri fatti di sangue: il più noto, ad oggi, è quello della strage di Piazza Fontana, attentanto per anni attribuito all’estrema sinistra e che oggi sappiamo invece essere stato architettato e compiuto dall’estrema destra. Circostanza finalmente riconosciuta anche dall’attuale governo, poichè innegabile.

Estrema destra che ha sempre operato sotto massimo segreto, coperta da parti dello Stato e delle forze dell’ordine. Non bisogna rispolverare l’operazione Gladio per comprendere che molti esponenti di formazioni neofasciste hanno operato liberamente ed impunemente in tutta Italia, in quegli anni attenta e preoccupata dallo spauracchio sovietico. Ciò non esime dalle responsabilità il terrorismo rosso, che ci fù eccome, ma che spesso è stato usato come capro espiatorio per chiudere tanti processi eccellenti. E forse, anche il caso Calabresi.

La verità ha i suoi tempi per venire a galla. Un po’ come quella su Piazza Fontana. L’appello di Sofri è però interessante, perchè permetterebbe di fare luce non tanto sul fatto in sè, ma su ciò che ne ha dedotto la giustizia italiana. Questo ricorso al segreto è oramai un mero capriccio, che forse sarà disvelato solo alla dipartita del suo custode, ammesso che ne abbia lasciata traccia scritta da qualche parte. Una magra consolazione che di certo cozza con quella richiesta di trasparenza di cui tanto si sente il bisogno.

  • Share on Bluesky
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Share on Threads
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Reddit
  • Condividi su Tumblr
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su Flipboard
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su Telegram
  • Condividi su Pocket
  • Spedisci questa pagina via email

Categorie:

Società

Etichette:

Italia, Notizie, Politica

Pubblicato il:

11 Luglio 2025

Successivo:

Grottesco

Precedente:

Sull’aereo come sul bus

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Info
  • Lavoro
  • Pubblicazioni
  • Progetti
  • Copyleft
  • Privacy

WordPress · Hola