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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

Un esercito pasticcione

Francesco Placco

Prosegue la scia di crimini di guerra commessi da Israele, nel silenzio (e nell’impunità) pressochè totale. Se ieri abbiamo assistito all’assurdo bombardamento di Damasco, sempre come forma di “prevenzione” ed ufficialmente a difesa della popolazione drusa, oggi apprendiamo che è stata bombardata persino l’unica chiesa cattolica della striscia di Gaza. Che ci fossero dei miliziani di Hamas anche lì dentro?

Battute a parte, l’esercito è prontamente corso ai ripari, affermando che si sia trattato di un errore di mira. Una scusa già sentita, che lascia prevedere come andrà a finire: nessuna indagine interna, nessun approfondimento, nessun processo. Niente di niente. Un errore, e fine. E qui le considerazioni da fare sono due, tralasciando ovviamente l’aspetto religioso (non è che una chiesa bombardata valga più di una moschea rasa al suolo).

Il primo è, per l’appunto, l’impunità. Se da una parte l’esercito israeliano è in grado di colpire con estrema precisione tutti gli obiettivi che vuole nei paesi confinanti, al contrario nella striscia di Gaza (ed in Cisgiordania) si spara più ad occhio, senza stare a badare chi si uccide. L’esercito israeliano ha ucciso indiscriminatamente migliaia di civili, ma anche soccorritori, giornalisti, medici… è il conto sporco della guerra, che nasconde però un obiettivo plateale: la distruzione della striscia di Gaza.

È oramai innegabile anche per i più strenui difensori di Israele che Hamas è stato uno spauracchio per rispolverare le ambizioni coloniali, che ora si materializzano non solo con una guerra ad oltranza, ma anche con la concreta distruzione di tutto ciò che c’è nella striscia. Ciò serve, per chi non l’avesse capito, a renderla inabitabile. E quindi anche a costringere la popolazione a fare ciò che vuole l’esercito, o comunque Israele: spostarsi a sud, al confine con l’Egitto.

Un’arma ovviamente strategica, per mettere sotto pressione i paesi arabi vicini. Alla quale si aggiunge l’altra arma deterrente, ossia i continui bombardamenti ai paesi vicini. Anche questi, oramai, sono sostanzialmente indiscriminati ed hanno colpito praticamente tutti ad esclusione proprio dell’Egitto (dove la minaccia non sono le bombe, ma quei milioni di profughi affamati, che presto avranno bisogno di un tetto).

Di fronte a tutto ciò, nessuno reagisce. Eppure, è bastato l’attacco alla chiesa per far andare su di giri diversi leader europei, con Meloni in testa, che, finalmente, è arrivata a condannare gli attacchi indiscriminati (perchè di questo si parla) a danno dei civili. Ed anche qui ci troviamo di fronte alla dimostrazione plastica, concreta, che non siamo tutti uguali: per la chiesa ci si indigna, il resto lo si ignora.

L’ultimo aspetto da considerare, arrivati a questo punto, ritorna dalla parte dei carnefici, degli israeliani. Perchè a compiere questi massacri è l’esercito israeliano, sicuramente sotto “alti comandi”, ma sono pur sempre quegli uomini e quelle donne chiamati a sparare sotto ricatto (disertare o disobbedire costa la galera). Molti dei militari sono giovani o giovanissimi, spesso in servizio di leva obbligatoria.

Vittime e carnefici sono così accomunate dal tracollo dei valori umani che consegue ad un conflitto così duraturo, forse eterno, dopo che per generazioni non hanno visto altro che sangue scorrere inutilmente. Che futuro potrà esserci, con queste basi?

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Categorie:

Società

Etichette:

Considerazioni, Guerre, Notizie

Pubblicato il:

17 Luglio 2025

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