Ieri sera mi è capitato di dare una notizia surreale, arrivata per tramite della mailing list della Regione Calabria. Riassumendo la questione, la Regione (assieme all’Arpacal) ha indetto una riunione per affermare che i dati diffusi da Legambiente fossero falsi. Tutto ciò è avvenuto il giorno dopo la pubblicazione del report regionale di Goletta Verde, presentato dall’associazione alla presenza degli assessori regionali e dell’Arpacal, che però in quel frangente non hanno detto nulla.
Già a vederla così, la cosa puzza. E puzza ancor di più quando si leggono le dichiarazioni dell’assessore al turismo, che parla di “mortificazione per la Calabria“, di “dati calati dall’alto” che “non corrispondono alla realtà“, e persino di “un danno alla nostra regione” ritenuto “oltraggioso” e “offensivo“. Tutte parole dell’assessore Giovanni Calabrese, che ha ribadito con forza (appositamente imboccato da qualcuno?) che “il nostro mare è pulito“.
Ora però, c’è un problema evidente. Perchè Goletta Verde non è un programma di monitoraggio della “pulizia” o della balneabilità del mare. E questo lo sanno tutti, e probabilmente lo sa lo stesso assessore Calabrese, che mai prima d’ora aveva contestato il report, nonostante riguardi la nostra regione dal 2015. Sullo stesso sito è scritto, infatti che “quella di Goletta Verde è una missione contro illegalità, cementificazione, fonti fossili, mala depurazione e rifiuti“.
Ed in Calabria, in particolare, riguarda proprio la mala depurazione, sopratutto presso le foci dei fiumi. Quella dell’Esaro di Crotone, ad esempio, rientra tra quelle fortemente inquinate non da oggi, ma sin dal primo monitoraggio. Segno che in tutti questi anni, nessuno degli enti preposti (Comune, Provincia, Regione) ha mai affrontato il problema.
I dati complessivi non sono poi neanche così negativi. Ad essere inquinati sono 13 punti dei 10 analizzati, molto meglio rispetto ad altri anni. Insomma, la Regione Calabria poteva sfruttare diversamente il report, aveva persino l’appiglio per potersi vantare dei miglioramenti ottenuti nel corso del tempo. Ma invece ha deciso di andare allo scontro, bollando addirittura come falsi dei dati riconosciuti nazionalmente come affidabili.
La domanda è: perchè? Forse l’assessore voleva togliersi un sassolino dalla scarpa? O forse, come sostiene più di qualcuno, siamo già in campagna elettorale? Di certo la Regione (e l’Arpacal) non ci fanno una bella figura, dopo la scena muta alla presentazione del report. Se c’è qualcosa che sminuisce e mortifica una regione intera, sono proprio questi atteggiamenti ostili rivolti ad associazioni che altro non fanno che ricordare le criticità che nessuno si prende la briga di risolvere.
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