In questi mesi parliamo tanto di democrazia e ci spendiamo nel difendere i nostri “valori occidentali” (qualsiasi cosa voglia dire questa affermazione), ma è oramai evidente che gli unici baluardi democratici rimasti sono, paradossalmente, quelli del vecchio continente.
Dico paradossalmente senza implicazioni storiche riferite al secolo breve, ma perchè nonostante tutto ci ostiniamo ad avere un sistema (un meccanismo) che evita quanto sta invece accadendo negli Stati Uniti. Una notizia passata sottotraccia, ma che è indicativa per la sua brutalità: il governatore del Texas ha chiesto l’arresto di una cinquantina di deputati, poichè questi non vogliono partecipare ad una votazione.
È un discorso più ampio e complesso, che riguarda quello strano modo di funzionare proprio del sistema politico-elettorale americano (ricordate il Gerrymandering?). In pratica si sta cercando di ridisegnare dei collegi elettorali per favorire la vittoria dei repubblicani nelle elezioni di mid-term, ma per far passare la legge è necessario raggiungere un quorum, che non può ovviamente esserci se i parlamentari non si presentano.
Da una parte c’è un disegno di legge speculativo e di parte, che punta ad assegnare 5 seggi in più ai repubblicani in uno stato in cui sono praticamente certi di vincere, Dall’altra c’è l’impossibilità di opporsi da parte delle opposizioni, che devono addirittura fuggire al di fuori del proprio Stato per evitare l’arresto, il tutto dopo altre varie minacce tra sanzioni, multe e “licenziamenti”.
Termine grottesco, quest’ultimo, perchè un politico non è un dipendente pubblico nonostante sia pagato dallo Stato. Un politico è scelto dagli elettori che lo votano, e non può essere licenziato fatto salvo un caso grave e motivato (episodi di corruzione, ad esempio). La cosa è stata talmente plateale che anche diversi politici repubblicani (come Schwarzenegger, forse il più noto in Europa) si sono schierati contro l’affermazione del governatore del Texas.
È dunque questo il modello politico al quale dobbiamo ispirarci? Per anni ci siamo domandati se la società americana fosse quella da invidiare, e sembrava che fossimo arrivati tutti alla stessa conclusione: no. La risposta è verosimilmente la stessa anche per quanto riguarda la politica, nonostante i tentativi gravi in atto anche in Italia (premierato, presidenzialismo) e quelli già passati. Ma per fortuna, da noi una cosa del genere ancora non può succedere.
Almeno per adesso.
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