Oggi pomeriggio Roberto Occhiuto ha formalizzato le sue dimissioni e sciolto ufficialmente il consiglio regionale. Lo ha fatto come ci si aspettava, ossia platealmente. Ed ha nuovamente cambiato il tiro, prendendosela “non con i magistrati“, come ha ripetuto più volte, ma con chi “utilizza le inchieste della magistratura per fare lotta politica, essendo incapace di sconfiggere sul terreno elettorale“. Stesse parole pronunciate dalla Meloni appena ieri, in un refrain caro alla destra.
Senza entrare nel merito di tali dichiarazioni, va detto che però Occhiuto ha ragione: al momento il centro-sinistra è incapace di sconfiggere il centro-destra, e verosimilmente non ci riuscirà neppure alle prossime regionali. Sono abbastanza certo che, purtroppo, la Calabria resterà a destra. Un paradosso, dopo i tagli ed i definanziamenti selvaggi nascosti sotto alla promessa di questo e quello.
Ma anche qui, evidentemente, la questione non è politica, ma d’immagine. Occhiuto sta correndo da solo, e dobbiamo chiederci: potrebbe davvero perdere contro alcuni dei candidati annunciati finora? Ma ve lo vedete un Mimmo Lucano che vince le regionali? Io me lo vedrei e ne sarei anche felice. Ma la realtà è altrove.
La realtà è che Occhiuto ha già stravinto contro la non-candidata Amalia Bruni, scelta arrogantemente da un partito (il Pd) che avrebbe dovuto puntare sulla figura di Nicola Irto. Ma non se n’è fatto niente, e forse proprio perchè sapevano che la sconfitta sarebbe arrivata comunque. Oggi il nome di Irto non è stato neppure preso in considerazione, e si alternano nomi pentastellati e figli d’arte come Giuseppe Falcomatà.
Sempre oggi, poi, un altro big ha fatto un passo di lato: parlo di Pasquale Tridico, calabrese di nascita, che ha avanzato altri nomi a perdere per la candidatura. Per adesso però, è evidente, non c’è un vero candidato che possa tenere testa ad Occhiuto. E con la data del voto già fissata – il 12 ed il 13 ottobre – questa confusione non fa altro che sparagliare le carte della coalizione.
Ovviamente spero di sbagliarmi. Ma sono abbastanza certo che i calabresi non batteranno alcun colpo, e sceglieranno – come sempre fanno – il carro del vincitore. O quanto meno, il carro migliore.
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