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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

La distruzione come fine

Francesco Placco

Pare che alla fine Putin e Trump passeranno il Ferragosto insieme, ammesso che sappiano cosa sia questa festività. Anzi, è quasi certo il contrario: non solo non lo sanno, ma verosimilmente neppure gli interessa saperlo. Al punto che l’incontro si svolgerà in Alaska, punto geograficamente distante dall’Europa, ed ancor più distante dall’Italia, umiliata dalla finta richiesta di ospitare i colloqui servita più come una dimostrazione di inutilità da parte americana che non come assist ai russi.

Ad ogni modo, il commento di oggi lo prendiamo da una interessante intervista ad un presunto consigliere del Cremlino, che offre la sua visione dell’accaduto e dipinge l’incontro come possibile punto di svolta sul conflitto. Tante cose sono quelle già dette e già sentite, ad esclusione di una, meno nota ed utile per capire questo rinnovato asse tra due superpotenze che, fino a qualche anno fa, erano ancora “contrapposte” e quasi nemiche.

Questo Suslov infatti afferma che: “oltre l’Ucraina si parlerà dell’Artico, punto cruciale delle relazioni bilaterali. C’è un confronto serrato nella regione, potenziale teatro di uno scontro armato. Le attività militari sia della Russia che degli Usa sono in aumento. Ma con lo scioglimento dei ghiacci e la sua maggiore accessibilità, l’Artico è anche l’area più promettente per lo sviluppo di nuovi rapporti di cooperazione economica tra i nostri due Paesi: ricerca comune, esplorazione e sfruttamento delle materie prime, commercio“.

L’argomento era già trapelato nei mesi scorsi, ed è oggi confermato da entrambe le parti. L’obiettivo non è tanto trovare un accordo sull’Ucraina (divisa tra pretese russe ed “accordi” con gli americani), ma gestire la convivenza in un luogo remoto come l’Artico. E non solo: viene espressamente detto che l’area assume sempre maggior interesse per via della sua maggiore accessibilità, e dunque “grazie” allo scioglimento dei ghiacciai.

La Russia non ha mai avuto una politica ambientalista in tal senso, mentre gli Stati Uniti hanno fatto dietrofront solo recentemente, proprio per via delle politiche di Trump. È dunque chiaro che l’obiettivo, taciuto ma evidente, sia quello di non contrastare il riscaldamento globale, perchè ciò produrrebbe un vantaggio economico per le due superpotenze. Lo sfruttamento non sarà solo il destino dell’Ucraina, ma anche del Polo Nord.

Questo deliberato cinismo è difficile da digerire, e dimostra l’assenza di scrupoli da parte di tante, troppe classi dirigenti e politiche. Come quelle europee (ed anche italiane), che fanno il verso ai conservatori americani quando si parla di riscaldamento globale, bollandolo come una “bufala”, e non capendo che mentre noi, nel vecchio continente, ne subìamo gli effetti, loro, nell’artico, si fregano le mani.

Una miopia grave, che sarà ricordata come ciò che ha contraddistinto questi tempi bui.

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Categorie:

Società

Etichette:

Considerazioni, Notizie

Pubblicato il:

11 Agosto 2025

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