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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

Sovranità forzata

Francesco Placco

Se mi tassi non vale. Possiamo riassumere così la presa di posizione di Trump circa la possibilità di una web tax europea alle big tech a stelle e strisce, che rientra a pieno titolo nello scontro (ancora apertissimo) sui dazi del 15% concordati col vecchio continente. Come da prassi, Trump parte in attacco e minaccia ulteriori dazi a chi tassa le aziende digitali americane.

Le tasse sulle multinazionali del web sono un tema caldo da anni, ed hanno assunto un nuovo ruolo strategico sulla partita dei negoziati. In Italia forse non si capisce la portata della questione, attenti come siamo a focalizzarci sull’esenzione delle tasse sul vino che prevede un conto da oltre 300 milioni, ma vale la pena ricordare che il giro d’affari del digitale si aggira intorno ai 108 miliardi. Ben altri numeri.

E c’è poi da ricordare che in Italia esiste già una web tax oggi ancorata alla soglia del 3%, che garantisce comunque un discreto tesoretto annuale (oltre 450 milioni nel 2024). Siamo dunque uno di quei paesi che Trump ha minacciato apertamente di ritorsioni, a meno che non ritiriamo questa tassa.

E qui entriamo in un discorso interessante, perchè l’ottica protezionistica americana si fonde nel progetto di sovranità digitale forzata, che ha contraddistinto l’aggressiva espansione delle millemìla start-up americane finanziate con piogge di miliardi proprio con l’obiettivo di assicurarsi il monopolio del mercato europeo (e non solo quello).

Noi siamo già dipendenti da queste realtà, che non sono solo quei rinomati colossi come Facebook, Amazon o Google, ma anche tutti quei protocolli meno noti al grande pubblico che rendono possibile l’internet che conosciamo. Anche le infrastrutture fisiche sono appannaggio di queste grandi società, che possiedono non solo l’autostrada che costruiscono, ma anche le automobili che ci circolano sopra (ossia noi utenti).

E così il nostro “usare” internet, per qualsiasi cosa, dalla più frivola al lavoro, è un guadagno per queste società. Anzi, non proprio un guadagno, ma un valore aggiunto. Più persone le usano, più aumenta il loro valore, più aumenta il loro monopolio. Siamo un profitto per qualcuno, e lo siamo esentasse, perchè guai a chiedere a queste multinazionali di pagare.

Fino ad oggi l’argomento è stato discusso con toni molto più pacati e cordiali, ma oggi è esploso nella sua concretezza: le big tech non vanno tassate. Punto. E chi le tassa, sarà punito. Un ricatto che dovremmo rigettare con forza, che dovrebbe produrre una reazione di massa… dovrebbe!

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Categorie:

Società, Tecnologia

Etichette:

Considerazioni, Notizie

Pubblicato il:

26 Agosto 2025

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