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Per cosa dovremmo votare, da calabresi?

Avrei voluto scrivere del fatto che Tridico, ieri sera, in un blitz di qualche ora a Crotone, ha sventolato una bandiera palestinese. Salvo poi virare su tutt’altro tema, dato che sempre ieri sera, sempre a Crotone, Fratelli d’Italia ha proposto la sua “visione strategica” per il futuro della regione, fatto di agricoltura, pesca e sovranità alimentare. Il tutto, a suon di sussidi statali: l’ultimo, da 11 milioni di euro, annunciato proprio ieri sera. Tanto vale unire le due cose e fare un ragionamento più ampio, perchè rientrano – a mio avviso – nella stessa categoria.

Ferme restando le simpatie politiche di ognuno di noi, dobbiamo ricordarci che il voto di ottobre non serve a “dare una lezione” alla Meloni o alla Schelin. Certo, a livello politico ci si dovrà fare i conti. Ma il voto di ottobre sarà un voto regionale, per cui sarebbe opportuno valutare le proposte regionali, per cambiare questa terra, per affrontare gli aspetti critici che paiono insormontabili.

Nel gioco delle reciproche accuse e dei rispettivi auto-elogi, la politica regionale confonde un po’ le acque. Prendiamo il tema della viturperata sanità. Il centro-sinistra dice di voler “rottamare” (termine di infausta memoria, ma tant’è) il sistema Occhiuto, ma non ci dice come. Ed ogni possibile annuncio di mirabolanti investimenti o cambi di programma è, necessariamente una boutàde bella e buona, non essendoci stanziamenti a livello nazionale.

D’altro canto, non va di certo meglio la martellante propaganda forzista, che a suon di reel e video sui social continua a ripeterci che la sanità calabrese è quasi fuori dal baratro. Ma ad oggi, volendo essere pignoli, nessuno dei progetti annunciati da Occhiuto ha trovato compimento, gli ospedali che dovevano essere inaugurati tra il 2025 ed il 2026 sono ancora cantieri aperti, nè i bandi per reclutare personale sanitario hanno prodotto alcun risultato. Siamo ancora sotto organico, e persino i medici cubani continuano a fuggire dal servizio pubblico.

Come si risolve la questione? Probabilmente, non si risolve, e dovremo continuare a tamponarla. Ma manca completamente un approccio critico ad un problema fondamentale della nostra terra, che viene trattato come un semplice slogan da gridare di piazza in piazza. A me fa piacere che Tridico prenda posizione mostrandosi con una bandiera palestinese, ma questa è un’elezione regionale, e c’è (purtroppo) il rischio che certi gesti lo facciano apparire più distante di quanto non sia dai nostri problemi.

Detto ciò, quali sono i nostri problemi? La sanità, certo. Le infrastrutture, ovviamente. Ma andando oltre a ciò che può interessare le urla della politica, cosa c’è? C’è un tema oramai secondario, nonostante sia fondamentale. il lavoro. La povertà. L’economia piatta ed asfittica che non genera valore, e che anzi va diminuendo in percentuale di anno in anno. Temi che – dovremmo saperlo ormai – sono la base per ogni reale investimento che non sia un mero sussidio. O un mero contentino elettorale.

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