Questa mattina qualche decina (forse centinaia) di studenti del liceo classico di Crotone hanno aderito alla manifestazione nazionale per Gaza, radunandosi nella villetta proprio di fronte il liceo con striscioni e cartelloni. Una partecipazione nobile, che ci fa capire un fatto di non poco conto: non tutti i giovani sono disinteressati. Questo è un bene, anche in una realtà come Crotone, dove si parla tanto di una “solidarietà” e di una “vicinanza” che poi, in concreto, non esiste, nè nei confronti degli stranieri nè nei confronti dei crotonesi. Ma non divaghiamo.
La curiosità è però un’altra. Nei tanti ritagli che conservo, c’è un articolo che risale a be 49 anni fa, quando, sempre a Crotone, si svolge una manifestazione analoga, a sostegno dei palestinesi. Per mera coincidenza, al tempo la manifestazione si svolse sempre nel mese di settembre. L’evento venne riportato nella rivista Con Nuovi Tempi, in un articolo firmato dalla nota Linda Monte pubblicato sul numero del 12 settembre. Ed è impossibile non notare le similitudini con la manifestazione odierna. Leggiamo infatti testualmente:
Le comunità e i gruppi calabresi non hanno visto però la partecipazione dei crotonesi: un fatto su cui varrebbe la pena di discutere poiché, nonostante il voto «rosso» essi non si sono sentiti coinvolti in simili iniziative.
Un’amarezza, quella nella voce della cronista, che prosegue subito sotto, quando parla di un evento “semplice” e “povero”, che ci fa capire che, al tempo, furono più i partecipanti da fuori rispetto a quelli “da dentro”. Certo, oggi la situazione era inversa, nel senso che tutti i partecipanti erano ragazzi del posto. Ma resta quella evidente analogia col passato, fatta di scarsa partecipazione e scarso coinvolgimento su un tema che dovrebbe essere centrale.
A pensare male, potremmo dire che stiamo rivivendo quel regresso sociale, quella meschina disassociazione che ci fa credere che non sia affar nostro. Un film già visto, nella storia dei popoli europei. Ma a voler essere un po’ cinici, potremmo anche affermare che più di qualcuno in fondo è anche d’accordo con ciò che sta succedendo. Altrimenti, non si spiegherebbe il silenzio di tanti commentatori abituati a dire la loro.
Giusto per ripasso, nel 1976 si verificò il massacro di Tell al-Za’tar, e le famigerate falangi libanesi attaccarono un campo profughi palestinese causando tra le 3000 e le 4000 vittime. Una situazione esasperata, fatta di un campo profughi militarizzato ed armato, estremisti (cristiani, questa volta) intenzionati a fare giustizia da soli e migliaia di vittime civili. Una siturazione pressochè identica a quella odierna, tanto nel conflitto quanto nella manifestazione.
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