Questa mattina è stato presentato il rendiconto dell’Inps sul mercato del lavoro calabrese, che ci ricorda (come se servisse) quanto le cose non siano rosee come vorrebbe dipingere certa politica. In buona sostanza, viene certificata un’ulteriore diminuzione della popolazione residente, che non solo invecchia angraficamente ma è sempre più precaria e con meno possibilità lavorative, peggio retribuite e con marcate differenze tra uomini e donne. Aumentano anche gli inattivi, e nel 2024 avrebbe lavorato il 44,8% dei calabresi di età compresa tra i 18 ed i 65 anni. Meno della metà.
Trovare qualcosa da dire su questi dati è difficile, perchè certificano una situazione stagnante e progressivamente peggiore, di anno in anno. Eppure, c’è qualcuno che ci riesce: e quel qualcuno è l’assessore Giovanni Calabrese, che, come nel suo stile, ha pubblicato una nota a distanza di poche ore dalla sua partecipazione all’evento, ripetendo quanto già fatto qualche mese quando contestò i dati di Goletta Verde senza averci capito molto.
Questa volta l’assessore non si è spinto però ad affermare che i dati dell’Inps fossero falsi. Al contrario, ha riconosciuto le difficoltà ed ha ammesso che la situazione è ancora delicata. Ma ovviamente ha dovuto dire la sua, evidenziando come la situazione si stia evolvendo positivamente. E lo fa con tanto di numeri: sostiene che grazie alle “misure concrete” messe in campo dalla Regione, sarebbero pervenute addirittura 300 domande da parte di lavoratori over 35!
Peccato che nel corso dell’evento (al quale Calabrese ha partecipato) il solo dato sul saldo migratorio, ossia sui calabresi emigrati, parli di una perdita di 6.800 persone nel solo 2024. 22,5 volte più delle domande pervenute e millantate dall’assessore come un dato positivo. Lo stesso si è poi esposto con una previsione: secondo lui, i dati del prossimo anno saranno migliori. Non ci resta che attendere.
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