Dispiace dover commentare l’ennesima morte sul lavoro, avvenuta questa volta non in una anonima azienda o in qualche magazzino al limite della legalità, ma in un cantiere in pieno centro a Roma interessato da importanti interventi finanziati dal Pnrr. Per quanto si sia trattato di un grave e drammatico incidente, il quadro è evidente: si muore anche nei cantieri iper-controllati. Una fatalità può sempre capitare.
È ancora presto per dire cosa sia successo. Sappiamo del doppio crollo nel giro di qualche ora – che ha rischiato di uccidere anche i soccorritori – e sappiamo che c’è un altro operaio ricoverato in condizioni serie ma stabili. Ma sappiamo anche almeno due operai si sono allontanati scappando dal cantiere, evidenziando una possibile presenza di subappalti, e sappiamo anche l’edificio ha registrato diversi crolli in passato, ma nonostante ciò non era mai stato interessato da alcuna manutenzione.
Lo stesso edificio sarebbe stato dichiato stabile nonostante i rilievi degli anni passati, ed ora la Procura indaga per cercare di ricostruire le responsabilità. E non dovrebbe essere un lavoro lungo perchè sono sotto gli occhi di tutti: la totale assenza di interventi manutentivi e di ripristino ha provocato uno scollamento del solaio che è crollato su se stesso. L’intervento era in corso per permettere l’installazione di un’ascensore.
Non possiamo escludere l’errore durante i lavori. Ma non possiamo neanche escludere che la tenuta di quel solaio sia stata sovrastimata, magari proprio per procedere con i lavori: parliamo di milioni di euro per ripristinare un punto bello e strategico, nel cuore della città, che però adesso probabilmente si perderanno perchè l’area rimarrà non solo sotto sequestro ma dovrà subìre una nuova valutazione di agibilità (come minimo).
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