Skip to content

Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

“Costa troppo”

Francesco Placco

Per comprendere quanto stia degenerando la situazione sanitaria, torno a parlare per un attimo dei fatti miei. Quest’anno segna un netto peggioramento nel trattamento della mia patologia, e mi riferisco alla questione economica che diventa sempre più pressante. Ne avrei voluto scrivere prima, e precisamente a luglio, quando scoprii un nuovo costo da sostenere per accedere a delle cure necessarie. Ma andiamo con ordine.

L’altra sera il farmacista di fiducia non mi ha consegnato la consueta confezione di Xarelto, farmaco che assumo quotidianamente dal 2016. Mi ha invece dato uno scatolino giallo di Rivaroxaban EG, un farmaco equivalente basato sullo stesso principio attivo dello Xarelto (che è il rivaroxaban per l’appunto). E per carità, nulla di strano, va bene, non sto a polemizzare sull’uso dei generici. Tuttavia, alla richiesta di informazioni sul perchè del cambio, ha fatto sostanzialmente spallucce dicendo che lo Xarelto “costa troppo”.

Pare infatti che una singola confezione di Xarelto sia arrivata a costare tra 70 ed 80 euro, mentre comprandolo al dettaglio si sfiorano i 100 euro. E pensare che mi sembrava caro il costo che aveva quando vivevo a Londra, e pagavo 38 sterline a confezione! Ad ogni modo, il farmacista mi ha sostanzialmente detto che c’è una nuova normativa che tende a “privilegiare” i farmaci generici, adottata infine anche in Calabria.

Effettivamente, facendo una ricerca online, si scopre che alcune regioni più solerti hanno già fatto questo “cambio” ad inizio 2025, provocando non pochi malumori tra gli utenti/pazienti. Anche le ASL e le ASP calabresi dunque hanno ora in dotazione questo farmaco, e giustamente tenderanno a preferirlo perchè costa meno. Ma il cambio di farmanco (anche con generico) non dovrebbe essere prima valutato ed approvato dal proprio medico?

L’impressione è che il costo della sanità è continuamente scaricato sul paziente, che deve farsi carico persino del costo di un farmaco salvavita. E non solo di quello: perchè come dicevo, già a luglio la consueta visita annuale per il rinnovo del piano terapeutico è diventata a pagamento: 28 euro, da sommare al costo delle analisi del sangue (circa 100 euro) che sono impossibili da fare in esenzione, quanto meno qui a Crotone. Il budget è sempre esaurito, ed in ogni caso il numero di prestazioni è diminuito drasticamente ad appena 9 esami rispetto ai 23 dello scorso anno.

Certo, non si parla di cifre impossibili, e le si può mettere in conto. Ma è quanto meno fastidioso il fatto che la possibilità di proseguira una cura salvavita dipenda dal suo costo. Non siamo poi così lontani dal funzionamento sanità privata, anche se ci ostiniamo a definirla pubblica: poco ci manca che serviranno polizze ed assicurazioni per avere i farmaci che mi spetterebbero di diritto.

  • Share on Bluesky
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Share on Threads
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi su Reddit
  • Condividi su Tumblr
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su Flipboard
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su Telegram
  • Condividi su Pocket
  • Spedisci questa pagina via email

Categorie:

Diario

Etichette:

Considerazioni, Personale

Pubblicato il:

6 Novembre 2025

Successivo:

La manciacogna

Precedente:

Le parole non basteranno

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

  • Info
  • Lavoro
  • Pubblicazioni
  • Progetti
  • Copyleft
  • Privacy

WordPress · Hola