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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

Le favole del bosco

Francesco Placco

Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere la decisione di allontanare i figli da una coppia che ha deciso di abbracciare lo stile di vita neorurale, pratica che torna ciclicamente di moda (seppur con nomi differenti) oramai da secoli. E non c’è dubbio che questa vicenda è destinata ancora a far parlare molto, visto anche l’allontanamento coatto dei minori da un contesto diverso ma evidentemente non così grave agli occhi di molti, al punto che l’opinione pubblica sembra essere largamente a sostegno di questa giovane coppia intenzionata a vivere nel bosco.

Per intendere la portata della vicenda, basti pensare che persino un soggetto come Salvini (!) ha difeso la famiglia schierandosi contro la decisione dei giudici. Opportunità politica evidentemente (serve andare contro i giudici a prescindere, considerando il referendum), al punto che in molti nella Lega si sono trovati a sostenere una serie di scelte e decisioni non proprio affini a ciò che si predica.

Al di là dell’aspetto politico, o del “tifo” che si può fare per una coppia che decide di intraprendere un percorso di certo non facile, non possiamo e non dobbiamo evitare di fare i conti con la realtà. E con realtà intendo, purtroppo, le carenze riscontrate nei mesi di accertamenti: e non parliamo di cose come l’assenza del riscaldamento o del gas, ma di episodi piuttosto notevoli come l’assenza di un bagno in casa.

Secondo voi, è giusto far uscire fuori casa, in pieno inverno e magari con la neve, un bambino (di qualsiasi età) per andare a fare i bisogni in una fossa biologica esterna? E le criticità rilevate non sono poi così campate in aria se si vanno a leggere singolarmente: basti pensare che il caso è divenuto noto a seguito di un’intossicazione da funghi che ha riguardato tutta la famiglia.

Fatta questa doverosa premessa, qualcuno dirà: ma sono o non sono liberi di vivere come gli pare? E qui vi dico di si, ovviamente. Ma un conto sono le scelte alternative, un conto è la dissociazione. Dare da mangiare dei funghi raccolti nel bosco ai propri figli senza avere la minima idea di cosa siano non è un gesto da padre amorevole, e non è neanche un rischio: è una follia, che perseguono in molti anche dalle nostre parti, per non sentirsi “sminuiti” dalle verifiche (gratuite, tra l’altro) delle Asp.

In tutta questa storia hanno preso il sopravvento le favole dei boschi, che parlano di una vita “naturale” nel senso che è in stretto contatto con la natura, e che funziona “come una volta” e dunque senza le comodità moderne. In ciò non c’è nulla di male nè di sbagliato, anzi, io stesso ne sono affascinato ed attratto. Ma con la consapevolezza che le favole sono una cosa, la realtà è un altra: ed ignorare la realtà per idealizzare una favola non porta mai al lieto fine.

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Categorie:

Società

Etichette:

Considerazioni, Italia, Notizie

Pubblicato il:

24 Novembre 2025

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