Inclemenza

La travagliata vicenda della grazia a Nicole Minetti è nata male e probabilmente finirà peggio. Le rivelazioni del Fatto Quotidiano hanno spinto persino il Quirinale a richiedere ulteriori chiarimenti su tutta la vicenda, mettendo in mostra un disarmante quadro di pressappochismo in tutta la catena di controllo e di “comando”.

In un gioco tipicamente all’italiana, adesso è tutto uno scaricabarile. Dal Quirinale evidenziano che non spetta a loro controllare, ma solo decidere in base alla documentazione fornita. Dal Ministero ammettono che si, devono controllare, ma che sarebbe compito del sottosegretario e non del ministro, e che comunque i documenti vengono accolti da pm. E dai Tribunali ammettono che si, loro danno l’ok, ma sulla base delle carte presentate dal Ministero e dai legali dell’assistita.

A questo punto, però, vorrei aprire un ragionamento su quest’ultimo attore in gioco, che spesso riesce a nascondersi bene in casi come questi vista la presenza di pezzi grossi dello Stato. E parlo dei legali dell’assistita, degli avvocati della coppia.

Passi il discorso che l’avvocato fa l’interesse del suo cliente. Ma qui, stando ai dettagli forniti sino ad ora, gli avvocati avrebbero presentato proprio una serie di dichiarazioni false o comunque estremamente ridimesionate rispetto alla realtà. La questione rischia di complicarsi ulteriormente, e sappiamo che il giornalista del caso ha già altri documenti in pubblicazione.

In questi casi, oltre alle responsabilità delle alte sfere, dovremmo concentrarci anche un po’ sulle responsabilità personali. Non tanto dei coniugi in questione, ma anche – se non sopratutto – dei loro avvocati, che si sarebbero prestati ad un gioco pessimo che verte sull’adozione di un minore malato al fine di evitare di scontare una pena misera, si appena un paio d’anni.

Se così fosse, non possiamo limitarci a dire di aver toccato l’ennesimo punto più basso in questa nostra società. Dovremmo quantomeno pretendere delle contromisure, che vadano contro gli avvocati che operano in modo così spregiudicato. Per questi “professionisti”, una volta accertato il dolo, sarebbe opportuna e necessaria la radiazione immediata dall’albo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.