Metti la pista, togli la pista

I lavori di “ammodernamento” del lungomare cittadino si erano improvvisamente fermati sul finire di luglio. Anche l’ottimismo più sincero – quello che prevedeva la fine dei lavori entro la fine del mese, per l’appunto – ha lasciato il posto alla realtà, e parte del lungomare è rimasto un cantiere aperto nel bel mezzo della stagione estiva.

Si è riusciti a completare, sostanzialmente, appena 200 metri o poco più di pista ciclabile, su un intervento che avrebbe dovuto coprire mezzo chilometro. Mettici il caldo torrido di questa estate, e le concrete difficoltà degli operati a lavorare su un lungomare completamente privo d’ombra, era inevitabile. Ma adesso, dopo un mese di fermo, la beffa.

La pista ciclabile appena realizzata è stata già smantellata. Il tratto di circa 200 metri realizzato al posto del vecchio percorso è stato distrutto e sarà rimosso nei prossimi giorni, e dovrà essere rifatto ex-novo. Una scelta apparsa inevitabile, dato che il manto steso a fretta e furia nel mese di luglio era già evidentemente deteriorato in più punti.

Potremmo parlare di arte-dei-pazzi, ma a ben vedere questi lavori sul lungomare sono nati male: un cantiere con uno stanziamento da 1,5 milioni ed esteso per poco meno di un chilometri, i cui lavori, avviati nel mese di giugno, non solo non si sono conclusi in due mesi, ma devono addirittura ricominciare da capo a settembre.

Gli operai fanno spallucce, nel senso che, giustamente, non decidono loro. Questa volta però la previsione di fine lavori è meno ottimistica, e sono in molti a ripetere: “Speriamo di farcela entro Natale”. Anche se forse, a ben vedere, la speranza è quella di proseguire ad oltranza e con calma, per spremere quanto più possibile un tesoretto che difficilmente si vede dalle nostre parti.

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