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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

Dopo Isola, Melissa

Francesco Placco

Nonostante tutte le parole, tutto il veleno che si può sputare sui social e dal vivo, nonostante tutto l’astio e l’incompresione che ci possa essere, quando si parla di immigrazione, possiamo tranquillamente affermare che nel crotonese tutto viene messo in secondo piano, quando si parla di soccorso.

Una distinzione netta, che non vede pregiduzi di fronte a chi sta in difficoltà concreta. A chi rischia la vita. Perché questo è successo, per la seconda volta, sulle coste del crotonese, appena poche ore dopo la triste e vergognosa pagina chiusa dal caso della Sea Eye.

Mentre l’Europa ha giocato un braccio di ferro diplomatico sulla pelle di 49 persone, a Torre Melissa, in piena notte, sono naufragate 51 persone. I residenti li hanno sentiti urlare, in piena notte, nell’acqua gelida di gennaio, e si sono tuffati per soccorrerli. Tutti, senza distinzione.

Un gesto spontaneo, perché in quel momento non sono “profughi” o “clandestini”, ma solo vite umane in reale pericolo. Nessuno si è tirato indietro, all’urlo disperato di uomini, donne e bambini.

Evento analogo a quello della scorsa estate, quando, nel bel mezzo di una giornata estiva, la spiaggia di Sovereto, ad Isola Capo Rizzuto, affollata dai bagnanti e dai vacanzieri, è accorsa a soccorrere altre cinquanta persone naufragate nei pressi della costa. Anche in quel caso, nient’altro che vite umane in pericolo.

Il gesto eroicamente spontaneo dell’uomo comune viene prontamente attaccato, sul web, tra chi parla di “messinscena” e di “buonismo a comando”. L’accusa, poi, è rivolta direttamente agli sbarcati, in maggioranza Curdi. Che poi, chi sono questi Curdi? C’è la guerra da loro? Nessuno sa dove sia, il Kurdistan, e cerca di parlare di un luogo che non esiste, e di un popolo che vive una diaspora dagli anni ’20.

Oggi come non mai, non si può non essere fieri di queste persone. Persone che, seppur nel loro piccolo avverse all’immigrazione (diremmo “salviniane”) non hanno avuto dubbi sul da farsi. Hanno seguito l’istinto, più che il cuore o il cervello. Hanno agito nel bene.

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Categorie:

Società

Etichette:

Cronaca, Solidarietà

Pubblicato il:

10 Gennaio 2019

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