In quel campo minato che è diventato il settore culturale, non possiamo stupirci del fatto che, anche quest’anno, c’è tutta una polemica attorno alla fiera Più libri più liberi, per via della partecipazione di una casa editrice di estrema destra. Qualcuno potrebbe buttarla sul solito clichè che “cultura” e “destra” non hanno niente da spartirsi, ma sarebbe una riduzione infantile e ridicola.
La questione però non è sulla divisione politicizzata dei testi pubblicati. Perchè in una fiera come quella in questione troverete di tutto, dai libri della premier a quelli dell’opposizione. E poi, a corredo, tanti libri di “commentatori”, giornalisti, opinionisti e così via… non sempre facili da inquadrare in un campo o nell’altro, se non quando si palesano espressamente.
Ma qui la storia è diversa. Più di qualcuno si è tirato fuori dalla partecipazione in aperto contrasto con l’organizzazione, ed i presupposti ci sono tutti: culturalmente parlando, cos’è un libro che tesse le lodi del rexismo e del suo ideatore se non una palese apologia dell’estrema destra? E della questione se ne sono occupati in molti, non solo noi sinistroidi, perchè i libri pubblicati dalla casa editrice hanno ben poco di culturale.
Non paliamo di un’opera biografica su Mussolini, su Franco o persino su Hitler. Non parliamo di analisi storiche o delle società del tempo. E non parliamo neppure di saggi in grado di spiegarci cosa furono i fascismi del secolo breve. Al contrario: sono libri in cui si esaltano i “valori” dei camerata, in cui si invita a scoprire i fascismi “sconosciuti” o si enfatizza il ruolo di “comunità” inteso come branco (vedasi i lupi in copertina).
Sia ben chiaro: non sono niente più e niente meno di tante altre case editrici “libere” ed “estreme” – tanto a destra quanto a sinistra – che ripubblicano testi sconcertanti, fuori tempo e fuori contesto. E lo fanno con un solo obiettivo, quello di vendere. Perchè sanno che l’estremismo vende, sopratutto dopo queste polemiche che accendono inevitabilmente i riflettori su un argomento, ma in modo distorto.
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