Andai per la prima volta a Parigi nel 2012, con una vacanza in famiglia. All’epoca ero un ragazzo, e non avevo alcuna preparazione storica o culturale per capire dove fossi, cosa avessi davanti e così via. La vivetti come una gita in una grande città, niente più niente meno.
Questa volta, la decisione di tornare in quella città è stata diversa. Mossa non solo per un generale apprezzamento della cultura e della storia francese (e della sua gastronomia), ma anche come tipica meta romantica per le coppie… sto invecchiando, lo so, ma diamine, si vive una volta sola, e si vive anche di questo.
Il ricordo cupo che avevo in memoria è stato completamente ribaltato. Non solo perchè ci siamo trovati in città nel bel mezzo della più forte ondata di calore mai registrata in Francia (ci vuole fortuna, avendo prenotato un anno d’anticipo!), ma anche perchè era visibilmente più pulita e meno trasandata di quanto non ricordassi.
Il caldo ha stravolto i nostri piani, così come quelli di milioni di turisti e dei tanti lavoratori. Abbiamo scoperto nostro malgrado che la città non è preparata a gestire il caldo, la quasi totalità dei negozi non aveva l’aria condizionata, e dove c’era era incredibilmente bassa. Un caldo che abbiamo patito realmente, considerando anche l’ora del tramonto.
Ed il caldo ha stravolto anche le nostre prenotazioni. Dimezzata la visita al Louvre (ingresso spostato dalle 9 alle 11, chiusura anticipata alle 17), annullata quella sulla Tour Eiffel (appena 10 minuti prima di salire, eravamo già li). Imprevisti che ci hanno amareggiato, certo, ma che ci “costringono” a ritornare in futuro.
A parte questo, resta una grande capitale europea, che ognuno ama per i più disparati motivi. C’è chi ama l’aria bohemién, chi l’immagine imponente della città e dei suoi edifici storici, chi i boulevard o gli slarghi immensi… è, a modo suo, una città unica, antica e moderna allo stesso tempo, ma non allo stesso modo di Roma, di Londra o di altre grandi città.
Personalmente, continuo ad apprezzare la multiculturalità francese, l’aspetto che forse impersonifica di più il concetto di Liberté, Égalité, Fraternité. In molti “lamentano” che Parigi è piena di neri e che quindi di francesi non ce ne sono, ma sbagliano prospettiva (in modo platealmente razzista, anche se inconsapevolmente) perchè sono tutti francesi.
Detto questo, un’ultima considerazione. Cibo ottimo, buono anche nei posti più turistici. E sopratutto, non necessariamente così cara come in molti vogliono far intendere. Basta un minimo di organizzazione e qualche ricerca per non finire spennati.
Se poi volete necessariamente una pizza sugli Champs Élysées, non lamentatevi se pagate 18€ per una margherita… A la prochaine!
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