Sbollire

L’estate è alle porte (anzi, è già cominciata), e le tematiche della politica si appiattiscono. Si assottigliano. Si adeguano ad una soglia dell’attenzione più bassa, rispolverando evergreen capaci di generare consensi trasversali che lasciano il tempo che trovano.

Questa volta è il turno di Roberto Occhiuto, che, dal nulla, senza alcun preavviso, si è esposto sul bollo auto, definendolo una patrimoniale nascosta da abolire. Sarà che forse lo ha dovuto rinnovare questo mese, fatto sta che dopo anni di governo gli è venuto in mente che la cosiddetta tassa automobilistica è un orpello incomprensibile: uno dei tanti su cui si basano le tasse del belpaese.

Occhiuto afferma che una Regione non può abolirlo autonomamente, e punta ad abolirlo a livello nazionale. Un’idea che, se ricorderete, propose anche Matteo Renzi, risultando particolarmente invisa proprio dalle Regioni, che perderebbero un gettito fiscale notevole. Nel 2019, poi, un sentenza costituzionale ha riconosciuto il diritto alle Regioni di ridurre il carico fiscale del bollo, fino all’ipotetica abolizione.

Inutile dire che nessuna Regione lo ha abolito, nè tantomeno lo ha ridotto. L’idea di Occhiuto è dunque quella – evidentemente – di chiedere a livello nazionale l’istituzione di un fondo per compensare questi mancati introiti, che ammonterebbero a circa 7 miliardi all’anno in tutta Italia. Insomma, mera fuffa estiva.

Vale la pena ricordare che, al Governo, vi è una premier esponente di un partito che ha sempre rivendicato l’obiettivo di abolire le accise sulla benzina. Sappiamo tutti com’è andata. E sappiamo tutti come andrà a finire con questa idea estiva dell’abolizione del bollo.

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