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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

“Finirà per contagiarti”

Francesco Placco

Scambiare quattro chiacchiere con qualcuno quando si esce é inevitabile. Si parla del più e del meno, ma quasi sempre di sport, anzi, di calcio. Io non sono un’amante di questo gioco, non tifo nessuna squadra, non seguo né campionati né mondiali, non gioco schedine e non so quali siano i migliori allenatori/giocatori. So giusto l’essenziale, quello che ogni giorno sento ripetere all’infinito. A dirla tutta, sono uno di quelli che a guardare una partita si annoia parecchio.

Succede così che qualche sera fa, parlando in un locale con il suo gestore, sia venuto fuori l’argomento mondiali. Impressioni, commenti, discussioni. Mi limito ad annuire, aspettando che finiscano. Il tutto finché non notano che te ne stai silenziosamente in disparte! Finché non ti chiedono: “Tu che ne dici? Messi è ancora il migliore? Ha fatto bene Prandelli?“.

Inizio così a spiegare (sommariamente) che non ci capisco nulla, e che la cosa non mi tange. Chi mi conosce lo sa, e va bene. Chi non mi conosce, fa come i cani quando girano un po’ la testa, e si chiede come sia possibile! E’ impossibile non sapere qualcosa sui mondiali! Il che è vero, ma a parte le informazioni forzate che posso recepire tramite tg e giornali, il mio livello di interesse non cambia.

A fare una considerazione sensata ci pensa proprio il gestore del locale. Sostanzialmente dice che quando aveva vent’anni, del calcio non gliene fregava nulla. Solo con il tempo poi gli è nata la passione. “Ora magari non ti interessa, ma vedrai, finirà per contagiarti! E’ sempre così.“. A voler essere onesti, questa è la realtà che mi si presenta, effettivamente, davanti agli occhi. Tutti gli “alternativi” della mia età hanno preso la passione per il calcio. Io, per ora, continuo a resistere.

Volendo essere cinico invece, penso che questa passione nasca sostanzialmente dalla mancanza di alternative. Non parlo della passione vera, dell’amore verso uno sport e/o verso la sua storia, ma di quella indotta a furia di non sentir parlare di altro. La domenica non c’è niente da fare? Vebbè, un paio d’ore c’è la partita. Che si fa stasera, soliti locali? Si, ma c’è la partita. Ecco, intrattenimento prima che passione.

Non so se è troppo presto, o se cambierò idea un giorno. So solo che, fino ad allora, continueranno a rompermi le scatole con pagelle, calciomercato, scommesse, allenatori e quant’altro 😀

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Categorie:

Diario

Etichette:

Discorsi, Sport

Pubblicato il:

16 Luglio 2014

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