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La “potatura” delle palme

Questa mattina abbiamo letto in pompa magna una notizia che può essere considerata tale solo dalle nostre parti. Il Comune di Crotone ha infatti annunciato l’avvio di un piano straordinario di pulizia urbana dedicato esclusivamente alle numerose palme.

Bene, anzi benissimo: la gestione del verde pubblico in città è notoriamente carente, specialmente se parliamo di palme. Queste risultano essere escluse da qualsivoglia intervento, quasi non ne avessero bisogno.

Tuttavia, sarebbe opportuno riflettere sue due cose che la prossima volta si potrebbero far meglio. Una di natura tecnica, l’altra di natura pratica.

Anzitutto, quella in corso non è una potatura. La potatura si effettua tagliando e riducendo i rami vivi di un albero, mentre in questo caso si sta effettuando solo la rimozione delle foglie secche. In diverse tipologie di palme come quelle sul nostro lungomare – appartenenti alla famiglia Phoenix – le foglie secche si depositano in basso al capitello, e seppur molto resistenti possono cadere in testa a qualcuno, come spesso accade dopo qualche raffica di forte vento.

Si tratta quindi di una pulizia, di una rimozione delle parti secche, di tutto fuorché di una potatura. Pur ammesso che sia stato tagliato accidentalmente qualche foglia viva, l’intervento ha caratterizzato le parti secche della pianta.

Oltre all’aspetto semantico, c’è poi un altro fattore al quale bisognerebbe attenersi: quello dei periodi in cui effettuare tali interventi. Ora, le palme sono ben radicate da circa un ventennio, e difficilmente risentiranno di tali interventi. Tuttavia, la pulizia delle palme andrebbe effetuata in periodi differenti.

Il nostro clima temperato ci permette di intervenire su queste particolari piante preferibilmente nei mesi caldi, o quanto meno lontani dai periodi di freddo e di gelate. Tale consiglio è utile per lo più a chi è addetto al taglio, in quanto nei periodi freddi le palme si “induriscono” al loro interno, risultando più dure e difficili da tagliare.

Detto questo, si tratta di un intervento necessario in quanto l’accumularsi di fogliame secco potrebbe essere fonte di malattie e dunque di morte prematura. Fortunatamente, tali piante sono sopravvissute anche al punteruolo rosso, e su tutte quelle piantumate sul lungomare si contano appena un paio di palme morte prematuramente.

Sono resistenti, in altri termini, ed hanno preso bene. Una bella pulita non può che giovar loro.

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