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Un anno a costo zero

Lo scorso anno sono riuscito – sorprendentemente – a seguire la mia lista di buoni propositi, riuscendo a fare tutto quello che mi ero prefissato. Un buon traguardo che mi spinge a fare meglio, con una nuova serie di obiettivi da raggiungere nei prossimi 365 giorni. A partire dal primo: sopravvivere.

Sarebbe ottimale, come risultato, sopravvivere con una buona dose di salute mentale. Ma questo è un optional che magari non ci si può neanche più permettere, quindi abbasso l’asticella: l’obiettivo è sopravvivere. In termini proprio spiccioli, pratici, cercare di concludere un anno senza il segno meno.

Sarà difficile farlo, perché la nuova sfida metterà a dura prova anche un veterano del low budget come il sottoscritto: il costo della vita aumenta, gli stipendi no. Da quando sono tornato a vivere a Crotone non ho mai guadagnato più di 600€, e ci sono state aziende dove ho lavorato anche per 200€. Con buona pace degli articoli scandalistici per un presunto body shaming.

Quest’anno mi trovo di fronte ad una via di mezzo, ed in prospettiva, per dirla semplicemente, non so come fare. Carta e penna alla mano i conti tornano, ma si sa: giorno per giorno non tornano mai. Quindi, il primo obiettivo di questo mio trentesimo anno di vita è: campare con soli trecento euro al mese.

La prospettiva di guadagnare così poco non è di certo gratificante, ma magari (magari!) qualcos’altro esce. Vedremo. Anche perché, al momento, non c’è molto da fidarsi in giro, e chi ti propone dei lavori spesso vuole rifilarti un bel pacco. Ma questo è un altro discorso.

Messo nero su bianco che è necessario entrare nell’ottica di vivere un anno a costo zero (cosa assai buffa, dato che vivere di per se non ha costi, ma di quanto consumi per vivere te ne rendi conto solo in questi casi), non posso far altro che associare questo mio 2022 ad attività che non prevedono alcuna spesa.

La palestra, già abbandonata a causa della pandemia, sarà rimpiazzata con attività all’aperto. D’estate nuoto, adesso mi metto a correre. Così scarico un po’ di stress (e magari non sclero prima del tempo). E basta. Nient’altro. Anche perché il resto consisterà nel ridurre ulteriormente le poche cose che faccio.

Dovrò rinunciare agli abbonamenti ai giornali, evitare di acquistare riviste e libri, limitarmi nella spesa (cosa che mi riesce assai difficile), stare attento a non consumare troppo… roba da vecchi in pratica, passatemi l’espressione. Una coercizione degenerativa, sicuramente peggiorativa della qualità della vita. Ma sempre meglio di non avere niente di niente… o no?

Visto che almeno non mi costa nulla, sarà un anno di riflessione. Di valutazione. Sul da farsi e sul da fare. Perché aldilà di tutto, la prospettiva non è affatto rosea, ed inizio a chiedermi – seriamente – anche io se il gioco valga la candela.

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