C’è da registrare una curiosissima coincidenza riguardante il presunto attentato sventato a Viterbo, che è stato annunciato proprio come “attentato sventato” e poi subito ridimensionato ad altro. È una tendenza già vista nelle scorse settimane, quella dell’improvviso annuncio mezzo stampa di “attentato” poi smentita da Questure e Procure, come nel caso di un arresto avvenuto ad agosto.
In quel caso, l’arresto era riferito ad un presunto attentato organizzato niente poco di meno dall’Isis (che comunque esiste ed opera ancora) contro Papa Francesco. Tuttavia, la Questura di Trieste ha poi dovuto rapidamente smentire ogni ipotesi a riguardo, arrivando ad affermare che il sospettato – un 46enne turco – non avesse alcun collegamento con ambienti estremisti o di fanatismo religioso, nè era implicato nell’organizzazione di un attentato.
A distanza di pochi giorni, il copione si ripete. Questa volta l’occasione è una festa patronale, quella di Viterbo, dove due uomini – sempre turchi – sarebbero stati pronti a fare una strage di civili con pistole e mitragliatori. Quest’anno all’evento erano presenti diversi politici nazionali (come il ministro Tajani), che era stato addirittura citato dai telegiornali (come nel caso del TG5, minuto 23).
Questa mattina, erroneamente, era stato motivato il possibile “attentato” con la presenza dell’ambasciatore di Israele. Questo però non ha partecipato all’evento, e la pista è stata rapidamente cestinata. Così come è stata già messa da parte la pista terroristica, così come confermato dalla Procura e dall’Intelligence, che pur stanno indagando dopo la scena muta degli arrestati.
Ricapitolando, senza cedere alle facili tentazioni complottiste (il ritrovamento di armi e l’interessamento dell’Interpol ci fanno capire che sono comunque discorsi seri), nell’arco di appena una settimana sono stati sventati due attentati che non erano attentati. Si denota quindi un interessamento nella narrazione di questi fatti, passati alla stampa probabilmente proprio come attentati terroristici sventati dalle forze dell’ordine, quando la realtà è comunque sostanzialmente diversa.
Non ci resta che vedere se nei prossimi giorni si verificherà un nuovo caso del genere, che potremmo far rientrare in una serie di prove generali del terrore.
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