Questa mattina mi è capitato di leggere che sono in arrivo di 75 milioni di euro in contributi in risposta ai danni causati dal ciclone Harry. Uno stanziamento europeo destinato a Calabria, Sicilia e Sardegna, interessate dal devastante ciclone – come ricorderete – ad inizio anno.
La proverbiale solerzia delle istituzioni è visibile (sono passati solo 10 mesi), così come è visibile anche la loro generosità: i danni stimati superano i 3 miliardi di euro. Le principali attività di ripristino e recupero sono state ovviamente già svolte dai singoli Comuni, laddove possibile, e con appositi fondi nazionali.
L’intera vicenda la potremmo riassumere con una foto, proprio quella all’inizio del post. L’ho scattata questa mattina sul lungomare cittadino: è un grande galleggiante che, proprio a seguito del ciclone Harry, si è staccato da chissà dove ed è finito sulla spiaggia. C’è anche un altro pezzo identico poco distante, entrambi nei pressi della seconda scogliera.
Questi due enormi blocchi di plastica, evidentemente non reclamati da nessuno, sono buttati sulla spiaggia cittadina da inizio anno. Ci si è fatta tutta una stagione estiva usandoli come appoggi, sedie o tavoli di fortuna, e sono ancora li in attesa di conoscere il loro destino.
A proposito di solerzia: che servissero questi 75 milioni dall’Europa per rimuoverli?

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