Sono certo che la maggior parte di voi conosce il famoso detto riferito al vento: “Quando viene dalla montagna, prendi la zappa e và guadagna. Quando viene dalla marina, pià à pignàta e và cucina“. Si tratta infatti di un modo di dire proverbiale noto e diffuso in tutta Italia, con tutte le peculiarità regionali che possono esserci.

I “venti di mare” ovviamente sono differenti da zona a zona, ed il proverbio è riferito, più che ai venti (come crediamo oggi) ai fronti di nuvole cariche d’acqua. Senza entrare nel dettaglio di questa vicenda, che meriterebbe un approfondimento a parte, oggi appunto due note sul bel grecale che ha sferzato sulla città da questa notte.

Vale la pena ricordare che il grecale era considerato dei pescatori locali come il vento più pericoloso di tutti, qui in città. Soffiando da nord-est, non solo allontanava le barche dall’ingresso nel porto, ma le spingeva anche contro le scogliere e contro la costa, causando spesso naufragi e vittime.

Tale circostanza si verificava, ovviamente, anche con altri venti. Ma il grecale, con le sue “sbuffate” improvvise e forti anche in piena estate (come quelle di oggi) capaci di durare anche un giorno interno, rendeva particolarmente difficoltosa la navigazione, costringendo i più fortunati a raggiungere una spiaggia per fermarsi.

Tant’è vero che esiste un modo di dire che, ad oggi, ho sentito solo in città. Ovvero: “Quànnu mìna rù grecàl, pìat ù frìscu e ù ddjìr a màr“. Quando soffia il grecale, prenditi il fresco e non andare a mare. Proverbio che forse esisterà anche in altri comuni della fascia jonica, con le dovute differenze del caso.

Un ultima nota: essendo un vento di mare, è carico di umidità. Per questo buona parte dei meteo portano pioggia o addirittura temporali. Non credetegli. Si tratta solo di una percezione sbagliata dei sensori, che avvertono il carico d’acqua come imminente rovescio.

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