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Investimenti fatali

La notizia del grave incidente ferroviario avvenuto ieri sera mi ha sorpreso e sconvolto. Mentre scrivevo ed aggiornavo l’articolo, a mano a mano che arrivavano più informazioni e dettagli, continuavo a chiedermi come fosse possibile un tale incidente oggi giorno, e per il quale sono ancora in corso rilievi e sopralluoghi.

Quel che è certo è il numero di vittime (due), mentre è tutto il contesto ad apparire inverosimile. L’incidente è stato addirittura filmato, erano presenti diversi autisti in coda al semaforo: come diavolo è potuto accadere? Anche perché le sbarre del passaggio a livello sono tallonabili (se spinte, cadono), e la presenza di qualcosa sui binari dovrebbe far scattare un allarme.

Ma tutto ciò, a quanto pare, non è accaduto. Forse un gesto deliberato dell’autista? Difficile da dire. Forse più una fatalità, una tragedia, che tuttavia risulta incomprensibile visto anche che i treni regionali impiegano di solito diversi minuti prima di passare dove si chiudono le sbarre. Su questo faranno luce gli inquirenti.

Quel che appare chiaro è che ci sono ancora tante, molte, moltissime carenze sul versante della sicurezza, nelle infrastrutture calabresi. Certo, l’incidente non è evitabile al 100%, può sempre accadere, anche nei contesti più sicuri. Tuttavia, appare evidente che qualcosa sia andata storta in questa vicenda, così come in tante altre che hanno riguardato degli incidenti ferroviari nel passato recente di tutta Italia.

E qui viene il nodo. Il nodo degli investimenti, tanto da parte dello Stato che da parte di Rfi. Investimenti che vengono puntualmente rimandati, dilatati, diluiti, fino a riguardare meri interventi di manutenzione. Nelle scorse settimane abbiamo letto dell’eclatante avvio della gara d’appalto per i lavori di elettrificazione della tratta Sibari-Crotone, di cui si parla da vent’anni e più. C’è voluto il Pnrr per avere poco meno di 50 milioni di euro, e ci vorrà almeno il 2030 per la fine dei lavori.

Al contempo, però, il Governo punta tutto sul Ponte sullo Stretto. Miliardi di euro pare (pare, perché al momento ci sono solo parole) verranno stanziati per l’avvio dei lavori già entro il 2024, mentre si moltiplicano appelli e richieste di dedicarsi prima a quanto già c’è. A renderlo migliore. A renderlo più sicuro. A renderlo meno pericoloso.

È necessaria una riflessione seria, dopo l’incidente di ieri. Perché appare evidente la necessità di maggiori investimenti che, tra l’altro, vengono richiesti da anni. Puntare oltre 12 miliardi di euro su una nuova infrastruttura, mentre le altre devono “elemosinare” fondi, appare oggettivamente come una stortura.

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