Una pizza in compagnia di vecchi amici mi ha fatto scoprire di essere l’unico ragazzo della comitiva a non avere ancora neppure un figlio. Una circostanza doppiamente strana, sia perchè si parla anche di chi ne ha avuti due, tre e addirittura di più, sia perchè – non amando farmi i fatti degli altri, ed essendo aggiornato in sostanza con cadenza annuale – ho scoperto il tutto in una sera. E la cosa mi ha un po’ stupito.
Quotidianamente sento parlare della denatalità, problema reale ed annoso, ma al contempo la mia intera comitiva di amici (chi prima, chi dopo) ha già avuto almeno un figlio. Coppie formate in età di scuola, ma anche scalmanati, teste calde. Non sempre figli voluti, ma alla fine accettati. E, per ulteriore curiosità, tutti con nomi nuovi, particolari, un po’ come leggevo qualche mese fa. La quantità di Noah, Enea e Thomas mi lascia stranito, pur ricordandomi quei Mirko e Kevin della mia infanzia, al tempo in minoranza.
Per una volta mi sono scontrato con la trappola della percezione, ed ho pensato che i numeri che snoccioliamo quotidianamente sono inattendibili. Come potrebbero esserlo, se tutti i miei vecchi compagni di scuola si sono accasati? In un caso c’è addirittura chi aspetta il nono figlio, ed è tutto un tripudio di foto di bambini, di poi-li-facciamo-giocare-insieme, domande sulla gravidanza e sulla vita di coppia. È giusto così: i tempi della scuola sono finiti da un pezzo, e continuare a rivangarli ad ogni incontro sarebbe ridicolo… per non dire puerile.
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