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Briganteggiando

Il blog di Francesco Placco

Briganteggiando

Dubbi tecnologici

Francesco Placco

In questi ultimi mesi è tornato ad ardere dentro di me un fuoco luddista, che ha come principale obiettivo buona parte della tecnologia che usiamo quotidianamente. Mi rendo conto di quanto sia sciocca questa idea, ma non posso farne a meno: sento sul collo il fiato delle corporazioni, che di fatto mi obbligano ad usare i loro servizi, senza alternativa.

Ho già parlato in passato della questione, ed è inutile ripetere tutta la mia avversione per questo web-control imposto oramai anche per usare un sistema operativo. Eppure, mi rendo conto di non poterne fare a meno, e di fondo mi chiedo se serva davvero a qualcosa, farne a meno.

Da tempo ho ripreso ad usare il mio vecchio portatile, prima con Debian e poi con Ubuntu. Ho sostituito la ricerca da Google a Qwant, e attendo con ansia di sapere novità sull’Eusp. Punto ad abbandonare i servizi di hosting e cloud di Microsoft e di Google entro la fine del mese, per rimpiazzarli (al massimo) con un provider europeo. Da un’azienda all’altra.

Più difficile invece il tentativo di degoogling, essendo di fatto imposto su ogni sistema mobile Android. Eseguire il routing dei nuovi dispositivi è sempre più pericoloso, e si è di fatto costretti ad accettare le app e le condizioni non solo di Google, ma anche dei produttori. E la cosa rappresenta un bel problema, sopratutto se un gestore di file deve condividere informazioni con 171 partner commerciali.

Probabilmente sarò io ad essere esagerato, al limite della paranoia. Senza social, il prossimo passo è rimanere anche senza app di messaggistica istantanee: ed è li che la situazione si complica ancora di più, perchè in fondo chi te la fa fare? Se ci rinunci, il problema sei tu. Il “prezzo” da pagare per usare questa tecnologia è il controllo, e pare che il gioco valga la candela.

Tutto ciò assume un contorno ancora più inquietante guardando come si stanno evolvendo le cose oltreoceano. Queste corporazioni, pur di mantenere il loro predominio, si prostano all’autoritarismo politico. Si sottomettono al volere del più forte. Sicure di una cosa sola: la base dei loro utenti non verrà mai a mancare. Continueremo ad ingrassare le loro tasche in cambio di qualche funzione “intelligente” e di centinaia di video o foto in sequenza.

La rete, il web, è diventato tutto ciò che non doveva diventare. È diventato ciò che si temeva ad inizio millennio: un luogo chiuso, accessibile solo dietro autenticazione, dove il 90% del traffico è dato da una manciata di siti. E tutta la nostra vita ruota attorno a ciò. È normale? È giusto? Non credo. Ma è chiaro che, a non crederlo, siamo in pochi.

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Categorie:

Diario, Tecnologia

Etichette:

Personale

Pubblicato il:

9 Agosto 2025

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