Qualche giorno fa mi è capitato di illudermi circa la presenza di un nuovo commento su questo blog. In genere, prima cosa che faccio ad ogni accesso, cancello i commenti in spam: parliamo di 15/20 al giorno, bloccati tramite Akismet. Con la coda dell’occhio avevo notato un commento un po’ più lungo del solito, riconoscendo qualche parola, qualche frase, ma ormai avevo cliccato su cancella. È andato perso, e c’ero rimasto male.
Ecco che però il commento ricompare, quasi identico, nella coda dello spam. Sempre sotto lo stesso articolo, e sempre nello spam. Sembra a tutti gli effetti un vero commento, con domande, affermazioni circa l’articolo… ed alla fine un link qualunque ad un sito scam. Cancello anche quello. Ma la storia si ripete. E questi commenti si moltiplicano sotto più articoli, sempre con un lunk testuale alla fine.
Si tratta di commenti spam generati con l’intelligenza artificiale. Funziona così: l’ia scansiona il contenuto dell’articolo, lo “riassume” o comunque ne comprende alcuni dettagli importanti, poi genera un “commento” di 4/5 righe sul testo appena letto che cerca di pubblicare subito, associando un link random a siti di scommesse, criptovalute, pornografici o chissà cosa.
È una delle nuove frontiere aperte dall’intelligenza artificiale, che già stiamo osserando in vari ambiti non proprio edificanti. Dall’enorme potenziale nel campo medico/scientifico, dal notevole aiuto nelle ricerche e nello studio (anche umanistico), assistiamo ad un “uso comune” quasi demenziale, che val generare brevi video o togliere i vestiti da qualche foto.
Nel mentre si moltiplicano i cosiddetti chatbot, e tutto sembra essere alla portata di tutti. In Italia abbiamo già avuto 2 spot pubblicitari realizzati interamente con l’ia, iniziamo a vedere interi siti autoprodotti, ed ora anche lo spam. Più che un’evoluzione, una vera e propria involuzione.
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