La buona notizia è che, dopo 17 anni, finisce il commissariamento della sanità calabrese. La brutta notizia – che poi altro non è che una brutale conferma – è che si avvera lo scenario peggiore, ossia quello di un vero e proprio scambio elettorale che ci mette davanti un’evidenza denunciata da anni: il fatto che fosse una questione più politica che sanitaria.
L’annuncio è stato dato ieri, in tarda serata. Il Consiglio dei Ministri ha approvato la fine del commissariamento sanitario regionale, così come proposto da Roberto Calderoli con l’avallo di Giancarlo Giorgetti ed Orazio Schillaci. Ed il tempismo è quanto mai interessante, essendo un annuncio, quello della fine del commissariamento, pronunciato praticamente ogni anno dal governatore Roberto Occhiuto.
Ma… nei giorni scorsi è capitato un altro fatto, di quelli che non occupano molto spazio tra le notizie. Ed è accaduto durante la Conferenza Unificata Stato-Regioni-Autonomie locali del 2 aprile, dove la Regione Calabria – rappresentata proprio dal suo governatore – ha dato parere favorevole alle intese preliminari in termini di autonomia differenziata. Al momento, è l’unica regione del Sud ad averlo fatto.
Ovviamente, il governatore ha messo le mani avanti ammettendo di aver accettato con riserva, in attesa di ulteriori “garanzie”, provocando una moderata e modesta reazione da parte delle opposizioni. Niente di più, niente di meno, al momento. Se non che, per uno strano tempismo, a distanza di pochi giorni da questo sì, arriva il tanto atteso annuncio.
Coincidenze?
Lascia un commento