“C’è da spostare l’ambulanza”

L’infamia dei crotonesi non conosce limiti, e riesce a trovare sempre nuove forme per esprimersi in modo gretto, diretto, sconcertante. Non tanto per i modi usati, per le parole, eventuali urla o altro: ma per la semplice spontaneità con cui si ripresenta sempre ai nostri occhi.

Lo scenario, purtroppo, è quello di un intervento d’urgenza del 118. Un parente che sta male, la corsa a casa, l’inevitabile richiesta di aiuto per un evidente malore fuori dal comune, da non sottovalutare. Ed ecco l’ambulanza che arriva rapidamente (va detto, in pochi minuti) e ben due squadre di soccorritori in casa.

Attimi concitati, che prima o poi si vive, o si rivive. Ai quali però si aggiunge un personaggio che non ti aspetti, il classico vicino di casa un po’ invasivo, che trova la porta di casa aperta e ci entra. E così succede, anche nel bel mezzo di un’emergenza.

Se in un primo momento abbiamo pensato ad una mera apprensione, le nostre aspettative sono state subito disilluse: era entrato per chiedere ai soccorritori di spostare l’ambulanza, che gli bloccava l’auto. Non un “che è successo“, non un “come sta“, ma solo un “c’è da spostare l’aumbulanza“. E, senza ricevere risposta, com’è entrato è uscito dall’appartamento.

L’episodio ha lasciato un po’ tutti interdetti (a partire dal medico cubano, che ha iniziato a lamentarsi a gran voce), e non riesco a togliermelo dalla testa, un po’ come un altro avvenimento di cui scrissi tempo addietro. In fondo, questo siamo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.