Proseguono, lentamente, i lavori sul lungomare di Crotone. Se all’inizio di settembre ci eravamo lasciati con la rimozione della pista ciclabile realizzata a luglio, sappiate che ad oggi è stata quasi completamente ricostruita. Verosimilmente, entro metà mese sarà ultimata.
Al contempo, sono iniziati altri lavori: sono in corso di installazione delle pergole, in prossimità delle “piazzette” destinate ad essere un parco giochi ed una palestra all’aperto, che occuperanno grossomodo l’intera zona destinata al passeggio.
Dalla foto non si vede bene, ma per fissare i 6 pali portanti è stata rimossa tutta la pavimentazione sottostante, al fine di realizzare un nuovo massetto. Un lavoro, anche questo, decisamente discutibile, ma non è quello che ci interessa adesso. Il punto è un altro, ed è che il lungomare è stretto.
In quel tratto l’area pedonale è larga circa 9 metri, di cui un metro abbondante occupato dal percorso ciclabile (la cui realizzazione sul marciapiedere è altresì discutibile).Le pergole occupano quasi tutto lo spazio rimanente nei punti dove sono installate, e finiranno per generare – inevitabilmente – nuovi intralci e “ingorghi” di persone.
Il problema più grosso, però, non è tanto la pergola in sè (necessaria in un certo senso, non essendoci punti d’ombra) ma il fatto che nel progetto finale è prevista l’installazione di alcune panchine al di sotto. Questo vorrà dire congestionare completamente il passeggio in due dei punti più stretti di tutto il lungomare cittadino.
È chiaro che purtroppo gli spazi sono quelli, e su quelli si deve giocare. Ma qui è un continuo imbromàre, che finirà per rendere la zona ancora più invivibile. Se l’obiettivo era quello di migliorare la fruibilità dell’area, così facendo si creeranno degli ostacoli che, sopratutto in estate, peggioreranno la vivibilità dell’area.
L’obiettivo, a questo punto, sarebbe quello di rendere tutto il lungomare pedonale per le serate estive. Questo, e solo questo, permetterebbe un ampliamento degli spazi a disposizione, senza essere costretti a scontrarsi in continuazione e a dover scansare bici e monopattini.

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