In occasione della Giornata degli Alberi, il Comune di Crotone ha fatto una cosa pregevole che non faceva da tempo: ha piantumato 60 alberi lungo una delle vie d’ingresso alla città. Precisamente, sessanta piantine di leccio sono state messe a dimora in uno spazio verde (solitamente usato a parcheggio durante la fiera o il mercato del giovedì) di fronte a Piazzale Nettuno. Il leccio è un albero notoriamente importante, con una lunga storia collegata alla mitologia ed alla tradizione sia greca che romana, anche se ancora oggi persiste l’aura di negatività che lo sminuisce a zìnna ppì pòrci.

Tralasciando ogni aspetto onirico, il leccio è anche l’albero incluso nello stemma della Provincia di Crotone (assieme all’ulivo), ed è una specie autoctona e molto diffusa in natura. Da tempo viene piantato anche lungo le vie cittadine, con l’esempio più evidente sul lungomare – dove si alterna a file di allori e palme – e nelle periferie tra Tufolo e Farina. È una pianta resistente, adatta alla nostra tipologia di terreno (duro, argilloso e secco) e capace di sopportare bene sia gli sbalzi di temperature che i forti venti.

Insomma, sembra una pianta ideale, anche al netto delle ghiande che produce, non troppo fastidiose. Allora dove sta il problema? Il problema sta nel fatto che quegli alberi, come potete vedere in foto, sono stati piantati male: troppo vicini l’uno all’altro.

Il leccio infatti si caratterizza per un’apertura abbastanza vasta, con una chioma che può raggiungere anche i 10 metri di larghezza. Nonostante una crescita molto lenta, l’albero – che è molto longevo – può superare i 20 metri di altezza in condizioni ideali. Ma sono sicuro che, nelle intenzioni dei tecnici del Comune di Crotone, ci fosse l’idea di tenere gli alberi decisamente più bassi, in modo da renderli più facilmente gestibili.

Gli arbusti, in ogni caso, sono stati piantati su due file ad una distanza di circa 2 metri l’uno dall’altro. Questo vuol dire che, qualora le piante attecchissero, in futuro potranno “allargarsi” solo per 2 metri ciascuno… una miseria. Forse l’intenzione è quella di mantenerli a cespuglio, ma a questo punto non era meglio piantare siepi e destinare gli alberi ad abbellire altre aree della città?

Resta poi un piccolo mistero la creazione di questo “vialetto” alberato, difficilmente fruibile dato l’insistenza a ridosso di una strada molto trafficata e notoriamente poco utilizzata dai pedoni. Potremmo dire che si tratta di una cosa fatta tanto per, che condizionerà la vita di quegli arbusti e li costringerà a non svilupparsi mai del tutto.

Eppure, in quanti posti della città avremmo potuto piantare 60 alberi per avere, in futuro, un’area verde o semplicemente un po’ di verde urbano?

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