Mi sono reso conto del fatto che mi era sfuggita una piccola grande novità in città. L’ho appreso dalle pagine de Il Crotonese, che oggi ha dedicato l’apertura e la chiusura ad un fantomatico progetto annunciato in sordina, nei giorni scorsi, sui social network: il Magna Grecia Park. Scritto così, senza æ e con il logo che vedete in foto. Riporta l’inserzione pubblicitaria:

Siamo noi i custodi della storia. Una storia antica, di scoperte, di battaglie, di ricchezza. Uomini valorosi e personaggi leggendari hanno popolato questa terra migliaia di anni fa, vivendo di arte, di scienza, di sport hanno fatto grande questa città, hanno fatto eroi i suoi impavidi abitanti raggiungendo fin sopra l’Olimpo le più maestose divinità, lasciandoci un’eredità inestimabile e… ora sono tornati

Stiamo parlando di un mastodontico progetto per la creazione di un parco a tema antica grecia, ispirato – penso – al Roma World e ad altri parchi del genere. Qualche maggiore dettaglio sarà svelato lunedì prossimo, anche se nell’articolo sono già presenti una serie di anticipazioni molto fumose. Ad esempio, il parco dovrebbe essere grande 200 ettari (!), prevedrebbe la creazione di un enorme bacino artificiale (!) e la costruzione di 8 aree ispirate alle antiche colonie magnogreche, e nella foto del rendering (la trovate qui) si intravedono centinaia di costruzioni, almeno un paio di piazze enormi e diversi campi sportivi. I lavori, inoltre, dovrebbero concludersi in 5 anni.

Ma non è tutto. Sempre secondo le anticipazioni, tale opera prevedrebbe un investimento da 1 miliardo di euro più iva (!), fondi che sarebbero addirittura già disponibili grazie all’aiuto di non meglio specificati “fondi internazionali” (!). Dovrebbe sorgere in terreni prima non meglio identificati “tra Crotone Nord e Sud“, e poi definiti come “nelle vicinanze del mare” e per i quali le trattative sarebbero già in corso (!). Tale opera garantirebbe la creazione di 2.500 posti di lavoro (!) ed un indotto di altri 5.000 posti (!), e punta alla presenza di 2 milioni di visitatori all’anno (!) con conseguente ripresa dell’aeroporto. Al momento starebbero partecipando alla progettazione diversi imprenditori del posto, con un contributo di 5 mila euro ciascuno.

Ora: l’idea è carina, ci può stare il parco a tema con opliti e filosofi che gironzolano qua e la con i loro costumi. Ma perché deve essere grande 200 ettari? Per capirci, questo parco a tema sarebbe grande quanto il Principato di Monaco (o più di 300 campi da calcio, come riportano sul giornale). L’intera spiaggia urbana, dalla Lega Navale al Cimitero, misura poco meno di 10 ettari, mentre il promontorio di Capo Colonna si estende su circa 70 ettari. Per arrivare ad una simile estensione dovremmo prendere tutta l’ex area industriale, compresa l’ex passeggiata degli innamorati e l’area verde affianco la Statale 106.

Parliamo quindi di un’opera mastodontica, che avrà dunque un pesante impatto ambientale: perché gli antichi greci costruivano capanne con legno, paglia e fango, ma sicuramente gli imprenditori crotonesi preferiranno il cemento. E quanto cemento ci vuole a realizzare 8 mini città con centinaia di alloggi, piazze, strade, ponti e addirittura una enorme bacino artificiale (scempio nello scempio) in 200 ettari? Non saprei dare una cifra precisa, ma ne serve sicuramente tanto. Tantissimo. E con esso, tutto ciò che concerne le opere urbane (tubature, fogne, condotte, collegamenti elettrici ecc) ed infrastrutturali (strade, marciapediedi, raccolta acque, canalizzazione). Spalmato su quei 2 milioni di metri quadri, il miliardo di euro paventato potrebbe anche non bastare.

Visti i soggetti coinvolti, a giudicare dalle prime condivisioni sui social, non mi stupirei se l’area venisse indicata nell’area sud, magari in prossimità dell’aeroporto (e dunque in territorio di Isola Capo Rizzuto). Ad ogni modo, credo che la metratura indicata non corrisponda al vero: il Roma World già citato si estende su 0,4 ettari; Cinecittà Wolrd su 1,6 ettari; l’Italia in Miniatura su 7,2 ettari; l’ex area Expo su 81,9 ettari. Ecco, li affianco c’è la Fiera di Milano, che occupa all’incirca 200 ettari compresi i parcheggi: guardatela in alto da un mappa e regolatevi.

Se queste sono le premesse di un parto a tema, oltre a peccare della solita mitomania pecchiamo anche di superbia. E tutti questi dettagli fumosi, sopratutto i presunti finanziamenti di fondi internazionali, non lasciano ben sperare. Più che un sogno, sembra un’illusione. Ed il bello delle illusioni è che c’è sempre qualcuno disposto a credergli.

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