Ieri sera oltre un migliaio di persone si sono ritrovate per partecipare ad una marcia pacifica a sostegno di Davide Ferrerio e della sua famiglia: il suo brutale pestaggio – sul quale si sa ancora poco, ed i pettegolezzi corrono più veloci delle indagini della Questura – sarebbe avvenuto per uno sguardo di troppo ad una ragazza. Se ciò è vero (o se dietro la vicenda c’è altro) lo scopriremo solo se il ventenne si risveglierà dal coma, o se l’aggressore si deciderà a parlare.

Certo è che la risposta della città è stata forte, e la condanna del gesto non è tardata ad arrivare. Non solo gente comune, associazioni, ma anche le istituzioni sono state presenti e vicine alla famiglia, che giustamente chiede giustizia.

Non è una cosa da poco, la presenza di tutta questa gente. Non è affatto scontata. A Crotone succedono risse su risse, ma raramente riescono a catalizzare tutta questa attenzione mediatica. Certo, il fatto è grave, ed il ragazzo aggredito è in condizioni ancora critiche a distanza di una settimana dal pestaggio. Ma mai prima d’oggi un migliaio di persone hanno partecipato ad una “fiaccolata” così numerose.

Non l’hanno fatto – per dirne una – un anno fa, quando il figlio di un noto pugile aggredì brutalmente un coetaneo. O per le decine di casi simili registrati nei licei, o nelle serate sul lungomare d’estate e nel centro storico d’inverno. La sostanza forse non cambia: dipende da chi è l’aggressore e da chi è l’aggredito. Il pubblico si riserva sempre da quale parte stare.

Sarebbe bello, se in una piccola realtà come la nostra, ad ogni episodio violento (e senza senso) ci si comportasse così. Sarebbe bello se ad ogni aggressione, ad ogni intimidazione, ad ogni atto di prepotenza o di bullissmo, la città rispondesse così compatta.

Ieri sera è stato bello. Sarebbe bello se fosse così sempre, senza distinzioni.

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