Una considerazione veloce su quanto accaduto oggi su una spiaggia di Le Cannella, dove quattro persone sono state coinvolte in una violenta rissa che ha causato il ferimento grave di un ragazzo, accoltellato al collo. Si tratta di persone del posto, due nuclei familiare pare, che si sarebbero scontrati fisicamente dopo un primo diverbio per chissà quale motivo.
I pettegolezzi corrono rapidi sui social, ma per una ricostruzione precisa non ci resta che attendere il comunicato dei Carabinieri. Inutile fare ipotesi o commenti. Nè vale la pena dare sponda ai soliti commenti circa la facilità con cui si usa il coltello al giorno d’oggi (era ancor più facile quand’ero ragazzo, ed ancor più frequente quand’ero bambino).
Il dato di fatto, semmai, è la spregiudicatezza dell’atto in sè, che oramai avviene platealmente, alla luce del sole. Ed in questo caso, tra l’altro, proprio in riva al mare, in mezzo ai bagnanti, alle famiglie, ai bambini, che dovevano trascorrere una giornata di relax a mare. Ed a finirci sotto non è neppure un uomo adulto, ma un ragazzino di poco più di vent’anni.
Succede dovunque, non solo ad Isola Capo Rizzuto, sia ben chiaro. Ma è altrettanto innegabile che una certa spirale di violenza sta tornando a farsi sentire, tra fatti di sangue e morti ammazzati, proprio da quelle parti. Un contesto evidentemente chiaro anche alle forze dell’ordine, che hanno piantonato il pronto soccorso per timore che parti delle famiglie coinvolte potessero fare una qualche “irruzione”.
Cose che sono successe in passato, e che potrebbero risuccedere oggi. E se le coltellate in spiaggia vi sembrano il punto più basso della storia, vi basti pensare che sui social (si, a suon di video ed a volto scoperto) c’è già chi grida vendetta.
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