Quale voce?

Quest’anno ho seguito molto meno le polemiche ed i contorni della campagna elettorale cittadina. Mi sono permesso solo di far notare che c’è una evidente deregolamentazione nella campagna elettorale, e che alcuni i candidati sono i primi a non rispettare le regole. Ma evidentemente non importa.

Ho oramai compreso che sono tante le cose di cui non importa davvero, tanto in campagna elettorale quanto in politica. A Crotone probabilmente raggiungiamo l’apoteosi del disinteresse su questi temi, perché guardiamo ad altro, ad aspetti più pratici, pragmatici.

A sentire il chiacchiericcio cittadino, quello disinteressato e lontano dalla politica, il vox populi vero e proprio, è chiaro che il sindaco uscente va verso la rielezione. Scandali e polemiche non hanno scalfito minimamente la sua immagine, anzi, al contrario: lo hanno rafforzato.

L’immagine popolare di Voce, in questo momento, è quella del sindaco “tutto d’un pezzo”, che può mettere sul tavolo tutta una serie di traguardi e risultati per anni rincorsi dalle varie amministrazioni. Può farlo davvero, e giustamente lo fa: rivendica opere ed interventi rimasti per anni nei cassetti (dal porto alle scuole, alla più semplice rotatoria delle Spighe, annunciata ad inizio duemila ed in costruzione in queste settimane).

Poco importa l’appartenenza politica, il “cambio di casacca” e tutto il resto: a sentire i crotonesi, il sindaco sta facendo, e va bene così. Questo è l’epilogo, unico, di cui tenere conto, lontano dal chiacchiericcio dei social. E così sarà.

Sulla scheda elettorale mi restano due timbri. Non posso far altro che ipotizzare che uno sarà per domani, ed uno per il ballottaggio. Ma vista la campagna elettorale dello “sfidante” Trocino, e visti i commenti in giro, è da vedere se il ballottaggio ci sarà.

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